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Leone XIV: Dio orienti le decisioni dei leader verso una pace giusta e duratura

Leone XIV ha invocato ieri sera, dalla Grotta di Loudes dei Giardini Vaticani, con la preghiera del Rosario, l’intercessione della Vergine Maria perché implori “con insistenza il dono di pace” che solo il Signore ci può dare. Lo ha fatto insieme a duemila persone in Vaticano, e altre centomila collegate da 200 santuari mariani del mondo. E oggi, ultimo giorno di maggio, dopo la preghiera mariana dell’Angelus, davanti a più di 20 mila persone in Piazza San Pietro, torna ad evocare il tema a lui così caro e a chiedere le preghiere di tutti.

Nel mese di maggio da tutta la Chiesa si è levata una corale invocazione di pace. Specialmente attraverso la preghiera del Rosario, come una catena ininterrotta ha affidato all’intercessione della Vergine Maria i popoli martoriati dalla guerra. Possa la divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura.

La vita in Gesù è una comunione dinamica e feconda

La Chiesa, ha inoltre osservato il Successore di Pietro riflettendo sulla festa della Santissima Trinità, è "sacramento di comunione, spazio di incontro". Dunque è riflesso di quell'amore trinitario alimentato dal fuoco dello Spirito. Quello Spirito di cui parlò Gesù a Nicodemo, si racconta nella Liturgia, la cui notte fu illuminata "con la verità che nella festa di oggi risuona in tutte le nostre chiese", dice il Papa.

Celebrando oggi il Mistero di Dio Trinità ci è offerta la possibilità di ripensare il cammino percorso, a partire dal suo centro: la vita di Dio che si è donata a noi in Gesù Cristo. Questa vita è una comunione dinamica, inesauribile, feconda, che ora ci coinvolge: lo Spirito che lega il Padre e il Figlio è stato infatti riversato nei nostri cuori, così che nel mondo prende forma la Chiesa, sacramento di comunione, spazio di incontro, di amore e di vita in cui cielo e terra già si toccano.

La Trinità ci fa amare tutto e tutti

Nicodemo faceva parte del Sinedrio, il Consiglio dei capi d’Israele. Il Pontefice ricorda come non si unì al coro di disprezzo verso Gesù invitando invece tutti ad ascoltarlo prima di condannarlo. Poiché aveva fatto esperienza di un incontro che lo avrebbe trasformato nel profondo, che gli avrebbe aperto il cuore "alla nuova verità e alla vera novità", quella della vita in Cristo. Leone esorta a rivivere il cammino di Nicodemo e a fare festa, con animo gioioso. Chi infatti non accoglie questo Spirito "invecchia presto, nel lamento, si trova solo", chiosa ancora il Papa.

La vita di Dio è meravigliosa e coinvolgente, dà pace al nostro cuore, spesso così inquieto, e ci fa incontrare fratelli e sorelle nella gioia dello Spirito. La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro. E, per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità.

Vaticannews

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