Continua la recita della preghiera dell’Angelus da Piazza della Libertà a Castel Gandolfo. Il Papa si unisce ai fedeli e ai pellegrini convenuti davanti al Palazzo Apostolico delle Ville Pontificie per la preghiera mariana. Papa Leone XIV resterà nel paesino laziale fino al 27 luglio per un periodo di vacanza e riposo. “Dopo la parabola del seminatore, Gesù continua a parlare alle folle attraverso alcune immagini: il grano buono e la zizzania, il granello di senape, il lievito nella farina”, dice subito il Pontefice prima della preghiera.
“Si tratta di tre piccole parabole che intendono richiamare l’arrivo del Regno di Dio nella storia, il suo agire nella vita degli uomini, il modo in cui cresce, si espande e trasforma il mondo dal di dentro. Con questi racconti, Gesù ci mette in guardia dalla tentazione di pensare a Dio come a una figura potente, che si impone con la forza, che occupa lo spazio per dominare, che arriva in modo trionfante. Al contrario, Dio predilige la piccolezza, segno del suo amore discreto, che ci lascia liberi di accoglierlo o di rifiutarlo, che cerca di farsi strada anche in mezzo alla zizzania, che agisce in modo nascosto e invisibile come il seme più piccolo di tutti e lievita dentro la pasta senza fare rumore.”, continua il Pontefice nella sua meditazione.
“Fratelli e sorelle, con queste parabole Gesù ci dice qualcosa di importante sul modo in cui Dio opera nella nostra vita e nella storia. A volte noi ci attendiamo qualcosa di clamoroso, desideriamo un Dio che intervenga dall’alto strappando subito la zizzania del male. Immaginiamo un Dio forte e potente e, purtroppo, a questa immagine adeguiamo anche il nostro modo di essere cristiani e di essere Chiesa. Invece, il Regno di Dio si diffonde anche in mezzo alla zizzania e ci chiede uno sguardo capace di cogliere il bene che germoglia anche fra le oscurità del male, senza giudicare tutto e subito; viene come il più piccolo tra i semi e domanda dunque la pazienza di saper accompagnare i processi, riconoscendolo nella piccolezza del quotidiano e nella semplicità della vita ordinaria; cresce in modo invisibile come il lievito nella farina e, così, ci libera dallo scoraggiamento e ci invita ad avere fiducia anche quando ci sembra che Dio sia assente. Perché in realtà Egli ci accompagna sempre e il suo amore è sempre all’opera per noi”, ne è sicuro Papa Leone XIV.
“Preghiamo Maria Santissima, che ha saputo accogliere il seme della Parola nella piccolezza, perché ci sostenga nel cammino e interceda per noi”, chiede il Papa da Castel Gandolfo prima dell’Angelus.
Subito dopo il Papa passa ai consueti saluti e appelli. “Mentre trascorro qualche giorno di riposo rinnovo la mia gratitudine a tutti voi abitanti di Castel Gandolfo e accolgo con gioia i pellegrini. Continuiamo a seguire con apprensione ciò che accade in diversi paesi lacerati da guerra e violenza, non dimentichiamo di chi soffre e muore a causa dei conflitti”, dice il Papa che chiede anche di unire la preghiera di tutti per la pace. Il Papa saluta anche alcuni presenti in lingua inglese e augura a tutti una serena domenica. Il Pontefice si ferma in piazza per salutare i fedeli come la scorsa domenica e compie un giro in golfcar.
Fonte: acistampa/red