Umiltà e determinazione. Sono i tratti che contraddistinguono la donna cananea, protagonista del Vangelo domenicale, che “cerca con insistenza di parlare con Gesù” e lo segue per chiedergli di guarire la propria figlia. All’Angelus di oggi, 16 agosto, dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, davanti piazza della Libertà, il Papa li evidenzia soffermandosi sulla fede di questa donna, la quale “pur non appartenendo” al popolo ebraico “e abitando in una regione straniera” si rivolge a Gesù con caparbietà, lo “riconosce il Messia discendente di Davide” e “confida” in Lui, certa di poter essere esaudita.
Grazie alla sua fede, impariamo che la tavola di Dio è preparata per tutti e che a nessuno sono riservate le briciole, perché ciascuno, presso il Padre, ha il proprio posto.
Chiesa che cerca la pace
E allora, allargando lo sguardo, con gli occhi della fede non si può fare a meno di ignorare quanto accade nella realtà contemporanea, nei cinque continenti.
Alla luce di questa fede diventano insopportabili le diseguaglianze, le discriminazioni, le barriere che calpestano la dignità di troppi figli e figlie di Dio. Cari fratelli e sorelle: siamo Chiesa di Gesù Cristo in un mondo tormentato, un mondo che cerca pace.
Lasciarsi sorprendere
Ma c’è un altro insegnamento da trarre dalla pagina evangelica odierna, fa notare Leone: “in ogni incontro, persino in quelli che disturbano i nostri piani, occorre tendere l’orecchio, aprire gli occhi e aprire il cuore a ciò che Dio vuole dirci”. Gesù, che inizialmente “resiste” alle “richieste” della cananea perché ritiratosi nella zona di Tiro e Sidone probabilmente cercava “un luogo in disparte in cui pregare e formare i suoi” per compiere “la sua missione”, si lascia poi coinvolgere “da ciò che vede e ascolta”. Tanto da dire, infine, alla donna: “Grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri”.
Anche oggi la Chiesa può lasciarsi sorprendere dall’opera di Dio e comunicare la pace di Cristo oltre i confini già tracciati. La sua missione è anticipata dalla grazia divina, che opera nel segreto delle coscienze.
La risurrezione di Cristo è vita nuova
Nelle parole del Papa anche un breve riferimento alla solennità di ieri, l’Assunzione della Beata Vergine Maria, che invita a contemplare l’“indissolubile rapporto” tra Gesù e la madre e la “comunione di anima e corpo”, oltre la morte, “che è vita eterna”. Una “pienezza” che “è riservata a chi segue Gesù”, come ci ricorda “ogni domenica”, sottolinea il Pontefice, perché la “risurrezione” di Cristo “non è un avvenimento passato, ma vita nuova che ci coinvolge”. Proprio questo dimostra la donna cananea.
Terminati la preghiera dell'Angelus e i saluti, Leone XIV percorre in golf cart piazza della Libertà per soffermarsi tra i fedeli radunatisi per ascoltarlo. Tra i pellegrini accalcati lungo le transenne, il Papa benedice bambini, si ferma a parlare con qualcuno e viene trattenuto da alcuni piccoli che gli donano dei disegni e scambiano con lui qualche parola. Infine il Pontefice, si volge a salutare ancora la folla, poi si congeda e raggiunge il Palazzo Apostolico dove soggiornerà fino a martedì 18 agosto.
Fonte: vaticannews