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Papa Leone XIV in Francia: le tappe di Parigi, Lourdes e Metz

di Cristina Uguccioni

Dal 25 al 28 settembre papa Leone XIV compirà il suo quinto viaggio internazionale: si recherà in Francia, un Paese che negli ultimi anni ha visto crescere in modo significativo il numero di giovani e adulti che trovano o ritrovano la fede e chiedono di essere battezzati e ricevere i sacramenti dell’Eucaristia e della Confermazione: nel 2025 sono stati oltre 20.000, nell’anno precedente oltre 15.000. Il Papa sarà dapprima a Parigi, successivamente sosterà a Lourdes, cuore mariano della Francia,  e infine a Metz, cittadina cui fu profondamente legato Robert Shuman, uno dei padri fondatori, insieme ad Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, dell’Unione Europea. Su questo viaggio – il cui motto è “Affinché il mondo abbia la vita” (Giovanni 6,51) – riflette in questa conversazione un fine conoscitore della società francese, monsignor Francesco Follo: per 20 anni a Parigi è stato Osservatore Permanente della Santa Sede all’UNESCO, (l’agenzia delle Nazioni Unite per l’educazione, la Scienza e la Cultura), che il Papa visiterà il 25 settembre.

In Francia coglie attesa ed entusiasmo per l’arrivo di Leone XIV?

«Sì, entusiasmo e attesa sono palpabili. Basti pensare che a Parigi le iscrizioni alla messa che sarà celebrata in Place de la Concorde non fanno che crescere di giorno in giorno: gli organizzatori attendono oltre 500.000 persone. Del resto la Francia di questi ultimi anni è caratterizzata da un fenomeno particolare: il risveglio della fede, con migliaia di giovani e adulti che diventano catecumeni. Per costoro e per tutti i credenti quella del Papa in terra francese è la visita molto attesa di un padre che vuole guidare, sostenere e confermare i propri figli nella fede. Ma l’attesa è grande anche tra i non credenti e questo dimostra che quella del Papa non è solo la visita di un capo di Stato, ma di un uomo cui si riconosce autorevolezza morale, un uomo che richiama l’intera famiglia umana ad aprirsi a Dio e guida una religione capace di offrire un contributo importante all’edificazione della civiltà». 

Si è interrogato sulle cause di questo risveglio della fede?

«Sì: penso che la causa principale sia la domanda di senso che abita – mai sopita – nel cuore degli esseri umani. Per “senso” intendo: la direzione, il significato, il gusto della vita. La domanda di senso (così inteso) è ineliminabile e si fa strada nelle nostre società che a mio giudizio non sono secolarizzate ma idolatre. Il celebre scrittore russo Aleksandr Isaevič Solženicyn, dopo l’uscita dal gulag, emigrò negli Stati Uniti, nel Vermont, e lì, un giorno, fu condotto a visitare un grande supermercato colmo di migliaia di prodotti. Genialmente commentò dicendo che al desiderio di infinito si era risposto con un’infinità di cose. Ecco, le nostre società rispondono alla domanda di senso con migliaia di prodotti: e questa risposta non riesce a soddisfare il cuore umano. L’idolatria – grande peccato di cui si legge nella Bibbia – nasce quando l’uomo confonde la parte per il tutto: e la parte può essere di volta in volta, lungo i secoli, la tribù, il potere, il denaro, il consumo, il benessere e così via». 

Il vitello d’oro ha molti volti.

«Proprio così. E quando l’essere umano risponde alla domanda di senso con un idolo si condanna all’insoddisfazione e all’infelicità. A questa domanda di senso il cristianesimo risponde proponendo la figura di Gesù, il Figlio di Dio, Colui che offre la vita piena alle sue creature. Questa risposta oggi affascina e coinvolge non solo un numero crescente di francesi ma anche  un numero crescente di persone che abitano nei Paesi del nord Europa. Ne gioisco». 

Leone XIV si recherà anche a Lourdes e Metz: vuole illustrare l’importanza di queste due tappe?

«A Lourdes il Papa, che si farà pellegrino tra i pellegrini partecipando anche alla processione aux flambeaux, porrà l’intera Francia sotto la protezione della Madonna. Recandosi in questa cittadina il Papa vuole celebrare Maria, l’Immacolata Concezione, colei che conduce a Cristo, la giovane forte e coraggiosa che, pronunciando liberamente il suo «sì» a Dio, ha reso possibile l’incarnazione. A Metz, presso il centro congresso “Robert Schuman”, Leone XIV terrà l’ultimo discorso del viaggio intervenendo all’incontro intitolato “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”. Il Papa mostrerà di avere a cuore e prestare cura all’Europa. Lungo i secoli, sul piano culturale il cristianesimo ha offerto il suo contributo, che si è sempre rivelato significativo. Oggi, a mio parere, noi cristiani d’Europa dovremmo essere più propositivi sul piano culturale: abbiamo semi buoni da gettare».

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