Da una casa per esuli nel XVIII arrondissement alla roccia di Massabielle, passando per la piazza più grande di Parigi. Sabato 26 settembre, seconda giornata del viaggio apostolico in Francia, Papa Leone XIV ha celebrato la Messa in Place de la Concorde davanti a una folla che Vatican News stima in 800'000 persone, poi ha lasciato la capitale e in serata si è inginocchiato davanti alla Grotta delle Apparizioni di Lourdes. La giornata era cominciata di fatto la sera prima, allo Stade de France di Saint-Denis, dove circa 80'000 giovani avevano partecipato alla veglia di preghiera. A loro il Pontefice aveva lasciato una frase da portarsi a casa: «Non basta evitare il male: bisogna scegliere il bene».
Alla Maison Bakhita, chi non si vede
Il primo appuntamento, alle 9, era anche il più raccolto. La Maison Bakhita, inaugurata nel settembre 2021, è il centro di accompagnamento e integrazione sociale della diocesi di Parigi. Non offre posti letto: offre corsi di francese, un atelier di cucito, una cucina per imparare. Ci passano circa 150 persone al giorno, e all'ingresso, racconta la presidente dell'associazione diocesana Valérie Moniod, si chiedono soltanto un nome, il Paese d'origine e un numero di telefono.
Dopo aver ascoltato alcune testimonianze, il Papa è partito dalla santa che dà il nome alla casa. Ha parlato del ruolo delle donne nel costruire una civiltà dell'amore, contro la cultura che disgrega le comunità e lascia le città sole. E ha aggiunto che santa Bakhita «ci impegna a vedere chi non è visto».
Catecumeni, la sorpresa di un Paese secolarizzato
Alle 10.15, all'Institut Catholique de Paris, lo aspettavano i membri dell'Assemblea sinodale provinciale con catecumeni e neofiti. Ringraziando l'arcivescovo di Parigi, monsignor Laurent Ulrich, Leone XIV ha ricordato Frate Lorenzo della Risurrezione, che ha segnato il suo percorso di fede.
Poi ha ascoltato Josué, Marielle e Sophie. E non ha nascosto lo stupore per il numero di adulti che, dentro una cultura fortemente secolarizzata, chiedono i sacramenti dell'iniziazione cristiana. Un segno della grazia che va oltre le statistiche, ha detto, da accogliere con responsabilità e senza ingenuità.
La proposta riprende un'espressione dei vescovi francesi: occorre «immaginare e incarnare una Chiesa in "stato di iniziazione"». In pratica: padrini e madrine preparati, operatori pastorali formati anche sul piano umano, una liturgia che non arriva dopo la catechesi ma ne fa parte. E una domanda, posta da Marielle, che il Papa ha fatto sua: come evitare il vuoto dopo il battesimo.
Place de la Concorde, la sete e la fonte
Nel pomeriggio, tre chilometri di papamobile tra la folla degli Champs-Élysées, poi la Messa alle 15. L'omelia ha preso le mosse dall'invito di Gesù agli assetati nel Vangelo di Giovanni. La sete di cui ha parlato il Papa è di senso, di verità, di compimento: quella che i beni materiali e le soddisfazioni immediate promettono di placare e poi lasciano intatta. Davanti a Cristo, ha detto, ciascuno è una persona unica: «nessuno di noi è un numero su una carta d'identità».
Il Pontefice ha passato in rassegna una lunga fila di santi di Francia, dai primi martiri Blandina, Potino e Ireneo fino a Vincenzo de' Paoli, Federico Ozanam e Giovanna Jugan. Poi si è rivolto alle famiglie, ai giovani, che ha definito la Chiesa del presente, e di nuovo ai catecumeni, chiedendo a tutti di non tenere la fede per sé.
Lourdes, la sera dei malati
Arrivato alle 19, il Papa ha inaugurato il ponte che da oggi porta il suo nome: una struttura del 1930, danneggiata dalle piene del fiume e riaperta lo scorso marzo dopo il restauro. Poi, alla Grotta, i gesti di ogni pellegrino. In ginocchio, la mano sulla roccia, un bicchiere d'acqua della sorgente offerto dal rettore del santuario, padre Michel Daubanes, accanto al vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Jean-Marc Micas. Un cero sul candelabro, la consegna di una Rosa d'Oro. Davanti a lui, soprattutto malati in carrozzina.
La preghiera, recitata in francese, affida alla Vergine le famiglie, i più poveri, i giovani in cerca di una società giusta. E chiede per il Paese «governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé», capaci di far sentire la voce della Francia per i diritti umani e la pace, respingendo le logiche di guerra.
Domattina si riparte presto. Alle 9 l'incontro con i vescovi della Conferenza episcopale di Francia nell'emiciclo Sainte-Bernadette, alle 11 la Messa nella Prairie del santuario, seguita dall'Angelus; sono attesi circa 150'000 pellegrini.
La domanda di Marielle, intanto, ha viaggiato con il Papa fino ai Pirenei. Domani mattina finirà sul tavolo dei vescovi francesi. Ed è una domanda che molte diocesi d'Europa vorrebbero potersi porre: non come riempire le chiese, ma come fare posto a chi ci sta già entrando.
fonte: agenzie/catt.ch