Non una giustizia minima ma un amore grande, non una coscienza pulita ma un cuore capace di amare, è il messaggio chiave della catechesi che Papa Leone pronuncia all'Angelus in Piazza San Pietro, finalmente assolata, nel primo appuntamento pubblico di questa domenica che lo porterà più tardi al civico 13 di Piazza Regina Pacis, per la visita alla parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia lido e l’incontro con l’intera comunità, fatta di famiglie, giovani e anziani, malati, ma anche poveri e migranti.
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Una giustizia superiore
Parlando dinanzi ai 25 mila fedeli riuniti nella Piazza di quella "Legge antica" che trova il vero compimento solo nell’amore di Cristo, il Papa riprende il “Discorso della montagna”, che Gesù pronuncia dopo aver proclamato le Beatitudini, e spiega come sia un invito a entrare nella novità del Regno di Dio, e ci riveli subito il vero significato dei precetti contenuti nella Legge di Mosè: non utili a “soddisfare un bisogno religioso esteriore e sentirsi a posto davanti a Dio", ma per "farci entrare nella relazione con Lui e con i fratelli”. Quindi non più solo una questione di coscienza pulita, ma una giustizia superiore che ci impegna ad amare.
Il compimento della Legge è proprio l’amore, che ne realizza il significato profondo e lo scopo ultimo. Si tratta di acquisire una “giustizia superiore” a quella degli scribi e dei farisei, una giustizia che non si limita a osservare i comandamenti, ma ci apre all’amore e ci impegna nell’amore.
Cogliere l’esigenza d’amore
È una novità che sconvolge ma non nega il passato, ci dice piuttosto che la Legge, data a Mosè e ai profeti, è solo una via per iniziare a conoscere Dio e il suo progetto sulla storia, poi con la venuta di Cristo, entriamo in una relazione nuova, come figli del Padre, come fratelli tra noi. E allora cosa vuol dire rispettare la legge? Gli esempi che il Vangelo ci offre sono tanti e concreti e soprattutto riguardano la vita di tutti i giorni, le persone che amiamo, i nemici, gli avversari, e i nostri comportamenti.
Gesù ci insegna che la vera giustizia è l’amore e che, dentro ogni precetto della Legge, dobbiamo cogliere un’esigenza d’amore. Infatti, non basta non uccidere fisicamente una persona, se poi la uccido con le parole oppure non rispetto la sua dignità. Allo stesso modo, non basta essere formalmente fedele al coniuge e non commettere adulterio, se in questa relazione manca la tenerezza reciproca, l’ascolto, il rispetto, il prendersi cura di lei o di lui e il camminare insieme in un progetto comune.
La logica di Dio
Mentre invoca da Maria l’aiuto necessario a farci entrare nella logica del Regno di Dio e comprendere appieno questa rivoluzione dell’amore, Leone XIV arriva al cuore della Scrittura:
Il Vangelo ci offre questo prezioso insegnamento: non serve una giustizia minima, serve un amore grande, che è possibile grazie alla forza di Dio.
fonte: vaticannews