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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (13 febbraio 2026)
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  • Il Papa all'Angelus: “Nella luce del Natale del Signore, continuiamo a pregare per la pace”

    Nella Festa della Sacra Famiglia, dopo la preghiera mariana dell'Angelus da piazza San Pietro, Leone XIV invita a pregare per le famiglie che soffrono a causa della guerra. La sua apprensione è per i più vulnerabili:

    Per i bambini, gli anziani, e le persone più fragili. Affidiamoci insieme all’intercessione della Santa Famiglia di Nazareth.

    LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'ANGELUS DI LEONE XIV

    Nella catechesi, Leone riprende il tema liturgico della fuga in Egitto raccontata da Matteo, "un momento di prova per Gesù, Maria e Giuseppe" che getta "l’ombra inquietante di una minaccia mortale" sul quadro luminoso della nascita del Salvatore. La vita di Erode è "tormentata", è "un uomo crudele e sanguinario, temuto per la sua efferatezza", ricorda il Papa che aggiunge: "proprio per questo profondamente solo e ossessionato dalla paura di essere spodestato". 

    La gioia del Natale, eco distorta di minaccia per Erode

    L'ordine di uccisione di tutti i bambini dell'età di Gesù è frutto di una luce che il cuore indurito di Erode non riesce a far entrare.

    Nel suo regno Dio sta realizzando il miracolo più grande della storia, in cui trovano compimento tutte le antiche promesse di salvezza, ma questo lui non riesce a vederlo, accecato dal timore di perdere il trono, le sue ricchezze, i suoi privilegi. A Betlemme c’è luce, c’è gioia: alcuni pastori hanno ricevuto l’annuncio celeste e davanti al Presepe hanno glorificato Dio (cfr Lc 2,8-20), ma di tutto ciò niente riesce a penetrare oltre le difese corazzate del palazzo reale, se non come eco distorta di una minaccia, da soffocare nella violenza cieca.

    La Santa Famiglia è nido di salvezza

    Il presepe allestito in quella stessa piazza dove anche questa mattina sono confluite migliaia di persone da ogni parte del mondo, è l'immagine del nido d'amore che ha accolto il Salvatore. Un nido precario e umile. È la "fiamma d’amore domestico", che Giuseppe riesce a salvaguardare portando in salvo la sua famiglia di Nazareth, la fonte di redenzione per il mondo intero che ne può beneficiare se apre occhi e cuore. "Stupore e gratitudine" per questo mistero evoca il Papa:

    Proprio questa durezza di cuore, però, evidenzia ancora di più il valore della presenza e della missione della Santa Famiglia che, nel mondo dispotico e ingordo che il tiranno rappresenta, è nido e culla dell’unica possibile risposta di salvezza: quella di Dio che, in totale gratuità, si dona agli uomini senza riserve e senza pretese.

    I miraggi del potere non soffochino le famiglie cristiane

    Il Papa volge lo sguardo alle famiglie di oggi. Sono parole di amaro avvertimento, le sue. L'invito del Pontefice è a custodire i valori del Vangelo: preghiera, frequenza ai sacramenti, affetti sani, dialogo sincero, fedeltà. E richiama anche alla "concretezza semplice e bella delle parole e dei gesti buoni di ogni giorno". Una quotidianità da alimentare come antidoto alle forze dei "tiranni" e dei falsi miti contemporanei:

    Il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi “Erode”, i suoi miti di successo ad ogni costo, di potere senza scrupoli, di benessere vuoto e superficiale, e spesso ne paga le conseguenze in solitudine, disperazione, divisioni e conflitti. Non lasciamo che questi miraggi soffochino la fiamma dell’amore nelle famiglie cristiane.

    Vaticannews


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