Tra le macerie e la polvere di una Colombia ferita dal violento terremoto di magnitudo 7.4 che ha scosso l’ovest del Paese, giunge la vicinanza di Papa Leone XIV. Vicinanza che ha forma verbale con le parole pronunciate all’udienza generale di ieri mattina, 12 agosto, per ribadire cordoglio e preghiere per vittime, feriti, e soccorritori e per l’intera popolazione in questo momento di dolore. Vicinanza che assume anche una forma materiale con un primo stanziamento urgente di fondi inviato dal Pontefice tramite il Dicastero per il Servizio della Carità - Elemosineria Apostolica e destinato alle Diocesi colpite dal sisma, grazie ai costanti contatti del prefetto, l’arcivescovo Luis Marín de San Martin, con la Nunziatura e la locale Conferenza Episcopale.
L'appello del Papa
Già martedì, mentre la Protezione civile e gli altri organismi di soccorso scavavano tra edifici e chiese crollate e fornivano le prime stime dei morti (oltre 200, secondo gli ultimi dati), il Papa inviava un telegramma per dirsi addolorato e vicino a tutto il Paese. Ieri, al termine dei saluti ai fedeli spagnoli dopo la catechesi dell’udienza del mercoledì, è tornato ad esprimere la “vicinanza” ai “fratelli e sorelle colombiani che hanno subito le conseguenze del recente terremoto, che ha causato numerose vittime e feriti, oltre a ingenti danni materiali”.
Mentre prega il Signore "per l’eterno riposo dei defunti”, Leone XIV assicura preghiere anche per le famiglie di chi è deceduto e chi combatte con la vita e “per tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”. “Esprimo la mia gratitudine – aggiunge - a tutti coloro che si sono adoperati nelle operazioni di soccorso e assistenza alle vittime”.