di Cristina Vonzun
Il ticinese Roberto Poretti è stato nominato dal patriarca latino di Gerusalemme cardinale Pizzaballa, quale presidente della Commissione storica per la causa di Beatificazione della clarissa originaria del Canton Vaud, sr. Maria della Trinità, al secolo Louisa Jaques, nata in Sud Africa, a Pretoria, il 26 aprile 1901 da genitori svizzeri, di confessione riformata (il padre era pastore di stampo calvinista) e morta in convento a Gerusalemme, il 25 giugno 1942. La causa è stata aperta il 30 aprile 2025 a Gerusalemme dal cardinale Pizzaballa.
Il convegno e gli scritti di sr. Maria della Trinità
Sabato 14 febbraio 2026, Gerusalemme, ospita un convegno dedicato alla mistica svizzera ad un secolo dalla sua conversione a Dio e dalla chiamata alla vita claustrale. Al convegno Poretti presenta il nuovo libro da lui curato, con scritti (molti dei quali inediti) della mistica e testimonianze su di lei (tutte inedite). Il libro è nella lingua originale francese dal titolo «Sœur Marie de la Trinité. Écrits et Témoignages» ed esce a quasi ottant’anni dalla seconda edizione degli scritti della clarissa (pubblicati nel 1948 dal suo padre spirituale a Gerusalemme) e ad oltre 45 anni dall’ultima pubblicazione - parziale - di tali scritti che fu nel 1979, con il titolo «Louisa Jaques, Qu’un même amour nous rassemble. Soeur Marie de la Trinitè. Sa vie – son messagge», con la prefazione del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar che si interessò non poco alla Jaques. In attesa che la pubblicazione curata da Poretti arrivi anche in italiano, abbiamo raccolto dalla voce del curatore una vicenda personale che è testimonianza.
Una vicenda personale
Partiamo da una domanda: come è arrivato Roberto Poretti, economista, già funzionario pubblico, manager e imprenditore ad occuparsi di suor Maria della Trinità? La vicenda che lo lega alla clarissa passa attraverso la malattia grave e la successiva scomparsa della sua prima moglie Lorenza. Un percorso esistenziale che porta la coppia, attraverso le clarisse di Cademario, a scoprire la figura di Suor Maria della Trinità, per arrivare a Gerusalemme, sui luoghi dove visse la vocazione claustrale la suora svizzera. Una figura spettacolare quella di sr. Maria della Trinità, donna che nel suo percorso di ricerca dialogò con grandi figure del cattolicesimo elvetico da Maurice Zundel alla mistica Adrienne von Speyr (lei stessa, in gioventù, aderente alla riforma protestante).
Poi, da cosa nasce cosa, compresa la richiesta delle clarisse a Poretti di occuparsi della riedizione degli scritti. «L’idea iniziale del libro – spiega Poretti – era quella di ripubblicare l’ultima versione degli scritti di suor Maria, vale a dire la terza edizione, pubblicata nel 1979 e curata da padre Duboin ofm, con la prefazione di von Balthasar, la biografia allestita dallo stesso Duboin sull’infanzia e la giovinezza di Louisa Jaques, il racconto della conversione al cattolicesimo e la vocazione nonché gli Appunti dai colloqui con la Voce interiore, con la preghiera “Offerta del mattino” e la “Via Crucis” commentata». Il progetto iniziale si è poi esteso alla pubblicazione di scritti e testimonianze inedite. Scritti che hanno una genesi ben precisa: «Fu il padre spirituale di sr. Maria della Trinità, il frate belga della Custodia di Terra Santa, padre Sylvère Van den Broeck ofm - continua Poretti – ad intuire negli anni ’40 la straordinarietà e la profondità nonché la valenza per tutta la Chiesa delle rivelazioni interiori della clarissa vodese». Un ruolo che padre Sylvére svolge predicando gli esercizi annuali di questa comunità dal 1938 al 1941 e come confessore. In questo ruolo «ha sicuramente potuto dapprima intuire l’esperienza mistica vissuta dalla suora e, diventandone in seguito suo padre spirituale, l’ha seguita e accompagnata nella sua crescita spirituale in modo delicato, ma fermo, come d’altronde attesta la stessa clarissa nel racconto della sua conversione e vocazione», illustra Poretti.
Virtù cristiane e grazia concessa
Mistica certamente, ma quale è il fil rouge della santità di questa clarissa? «Il fil rouge si vede fin dalla conversione di Louisa Jacques, per arrivare al riconoscimento nella sua vita di tutte le virtù della fede cristiana, ma pure si osserva nel modo in cui sopportò le fatiche e le incomprensioni che la colpirono anche nella vita religiosa. Era finita in un monastero in Francia che poi si è scoperto essere – a dir poco – “problematico”, dal quale venne rigettata», racconta Poretti. A questi aspetti si aggiunge un evento scientificamente non spiegabile legato alle preghiere di intercessione rivolte post morte alla clarissa: la guarigione di un giovane, a Gerusalemme, malato grave di tumore al ginocchio. E non si può dimenticare l’analisi dei suoi scritti mistici passati sotto la lente anche di von Balthasar che – oltre alla citata prefazione, segnala Poretti «scrisse almeno altri due testi su di lei, entrambi in lingua tedesca (di cui uno tradotto anche in francese) e in un articolo dedicato alla “Meditazione cattolica”, apparso sulla rivista “Geist und Leben” nel 1978, von Balthasar riporta alcuni scritti della clarissa che, a suo parere “chiariscono perfettamente il punto preciso in cui converge la meditazione cattolica”».
Chi fu Louisa Jaques, sr Maria della Trinità?
Suor Maria della Trinità (al secolo Louisa Jaques) nacque da genitori svizzeri, il 26 aprile 1901 a Pretoria (odierno Sudafrica) e crebbe in Svizzera. Il padre era un pastore calvinista. La mamma morì poche ore dopo averla data alla luce. Debole di salute, visse una giovinezza tormentata nel corpo e nello spirito. A 25 anni visse una profonda crisi esistenziale che culminò nella “notte della conversione”, tra il 13 e 14 febbraio 1926. Da allora sentì una “irresistibile attrazione per il chiostro”. Ricevette il Battesimo nella Chiesa cattolica il 19 marzo 1928.
Dopo molti tentativi di vita religiosa, il 30 giugno 1938 entrò nella comunità delle Clarisse di Gerusalemme col nome di Maria della Trinità. Da gennaio 1940, per obbedienza al suo confessore, iniziò a scrivere i suoi appunti spirituali (i pensieri che la voce divina faceva risuonare dentro di lei), che confluiranno nella pubblicazione “Colloquio interiore”.
L’8 dicembre 1941 si offrì vittima a Gesù Eucaristia, donandosi senza riserve nella preghiera, nell’adorazione e nella carità fraterna. Colpita da febbre tifoide morì il 25 giugno 1942 e fu sepolta nel cimitero del monastero.
La causa di beatificazione e canonizzazione di Suor Maria della Trinità è stata ufficialmente aperta a Gerusalemme il 30 aprile 2025. La cerimonia, presieduta dal Patriarca Cardinale Pierbattista Pizzaballa, ha elevato la religiosa al titolo di Serva di Dio.
fonte: custodia.org
Ne riparleremo, in occasione della pubblicazione del volume in italiano, attesa per l’estate 2026. Sabato 14 febbraio sul canale youtube del @Christian Media Center della Custodia di Terra Santa, diretta del convegno a partire dalle 8. Qui il link