Venerdì 6 febbraio, l’attivista e scrittore Nicolò Govoni porterà la bandiera olimpica alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026. Un riconoscimento che premia il lavoro di "Still I Rise" e accende i riflettori sui diritti negati dell'infanzia.
Il palcoscenico è quello delle grandi occasioni: lo stadio di San Siro, nel cuore di Milano. Davanti a quasi due miliardi di telespettatori, tra i portabandiera della bandiera olimpica ci sarà Nicolò Govoni, fondatore e presidente di Still I Rise. Un incarico che l’attivista definisce senza esitazione «l’onore più grande della mia vita».
Un megafono per i diritti dei bambini
Per Govoni, la presenza alle Olimpiadi non è una passerella personale, ma uno strumento per una causa superiore. «È senz’altro una grandissima opportunità per portare il nostro messaggio davanti al mondo», spiega. L’obiettivo è chiaro: dare risalto alla crisi scolastica globale e ai diritti dei minori vulnerabili, temi che l’organizzazione affronta quotidianamente in contesti difficili come Siria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Yemen e Colombia.
La pace non è un’astrazione
In un’epoca segnata da conflitti profondi, Govoni riporta il concetto di pace alla sua dimensione più concreta e radicale. «La pace si costruisce solo con l’istruzione, l’identità e la libertà», afferma con convinzione. Secondo l’attivista, non basta smettere di combattere: è necessario che i popoli possano autodeterminarsi.
«Per me si tratta di una pace costruita con la consapevolezza». In contesti come il Congo, dove le ingerenze esterne alimentano le disfunzioni, l'istruzione diventa l'unica via per la dignità. «Istruire le persone è un atto sovversivo, specialmente dove i poteri esistono solo perché il popolo non è equipaggiato. Per noi l’unico fronte è l’essere umano».
Il legame con il Ticino
La missione di Govoni ha radici profonde anche nel nostro territorio. Dal 2021, infatti, è attiva la sezione Still I Rise Svizzera con sede a Mendrisio, nata per promuovere attività culturali e sensibilizzare l’opinione pubblica ticinese.
Proprio nel Canton Ticino, l’organizzazione ha saputo tessere una rete di solidarietà importante, culminata in eventi di rilievo come il "Charity Event" durante il Locarno Film Festival 2025, dove è stato presentato il documentario School of Life. In quell'occasione, la comunità ticinese ha potuto toccare con mano l'impatto di un modello educativo che mette lo studente al centro, permettendogli di "dissotterrare il tesoro" che ogni bambino porta dentro di sé.
Una scuola che salva la vita
L’impegno di Still I Rise si traduce in numeri concreti: oltre 70.000 studenti coinvolti e la creazione della prima scuola internazionale al mondo che offre il prestigioso International Baccalaureate ai profughi in forma totalmente gratuita.
La presenza di Govoni a Milano è, infine, un messaggio alle nuove generazioni. «Mi piacerebbe dimostrare a tanti giovani che inseguire un sogno vale la pena. Se anche solo uno di loro capirà che prendersi cura degli altri è una responsabilità possibile, allora quel gesto avrà davvero senso».
L'immagine di Nicolò Govoni che regge il vessillo olimpico a San Siro è il simbolo di una vittoria che non si misura in medaglie, ma in vite riscattate dalla povertà. Ci ricorda che l'istruzione non è un privilegio per pochi, ma la condizione indispensabile affinché la "pace" smetta di essere una parola astratta e diventi una realtà vissuta.
fonte: agenziasir / catt.ch