Don Abel Nduwimana, sacerdote originario del Burundi, sarà in Ticino, nella parrocchia di Lamone-Cadempino, nel fine settimana del 7 e 8 febbraio 2026. Durante le celebrazioni eucaristiche e gli incontri comunitari offrirà una testimonianza diretta sulla situazione del suo Paese e presenterà i progetti sostenuti in loco da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN). Inoltre, dal 3 al 12 febbraio 2026 nella chiesa parrocchiale Sant'Andrea a Lamone verrà esposta la Mostra sui cristiani perseguitati.
Il Burundi vive ricorrenti crisi politico‑etniche sin dalla sua indipendenza nel 1962. A queste instabilità si aggiungono la forte pressione demografica, gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, i conflitti nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo e l’assenza di politiche strutturali e resilienti. Tutti questi fattori contribuiscono a rendere estremamente fragile la situazione socio‑umanitaria del Paese. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il Burundi figura tra i Paesi più poveri al mondo in termini di PIL pro capite. La Banca Mondiale stima che circa l’87% della popolazione viva in condizioni di estrema povertà. Un bambino su due sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica, mentre il 4,8% presenta forme di malnutrizione acuta. A ciò si aggiungono gravi problemi sanitari legati alla diffusione di malattie epidemiche, spesso dovute alla mancanza di accesso all’acqua potabile, e difficoltà diffuse nel garantire la scolarizzazione dei più piccoli. Il Paese ospita inoltre migliaia di rifugiati congolesi e registra un numero crescente di sfollati a causa degli eventi climatici estremi.
L’impegno della Chiesa cattolica in Burundi attraverso la testimonianza di don Abel Nduwimana
In questo contesto complesso, la Chiesa rappresenta un punto di riferimento fondamentale: circa l’85% della popolazione si riconosce nella fede cristiana e, tra questi, quasi il 60% è cattolico. La missione evangelizzatrice della Chiesa si intreccia quotidianamente con il servizio della carità. Nonostante le risorse siano limitate, le comunità ecclesiali sostengono persone che vivono in condizioni di estrema povertà e urgenza: malati, affamati, famiglie prive di accesso all’acqua potabile, rifugiati e migranti climatici rimasti senza casa. Lo testimonia anche don Abel Nduwimana, sacerdote dell’arcidiocesi di Bujumbura, che racconta come la speranza e la fiducia in Dio continuino a sostenere il cammino del popolo burundese.