Le corone di carta dorata e le mantelle colorate hanno sfidato il freddo dell'inverno ticinese per portare un messaggio di calore e speranza. L'azione dei Cantori della Stella 2026 si è conclusa con un bilancio che scalda il cuore: migliaia di bambini hanno trasformato la tradizione in un gesto concreto di giustizia sociale, mettendo al centro il diritto all'istruzione.
Sotto il motto “La scuola al posto della fabbrica”, l’iniziativa coordinata da Missio Svizzera ha acceso i riflettori sulla realtà del Bangladesh. Qui, l’accesso all'istruzione è spesso l'unica via di fuga dallo sfruttamento. Come spiegato dai piccoli Cantori durante le loro visite, «l’istruzione è la chiave fondamentale per uscire dalla povertà».
Un cammino di fede e solidarietà tra le vie del Cantone
In Ticino, l’evento ha mostrato un radicamento profondo, unendo parrocchie e comunità in un unico grande abbraccio. In Capriasca, la tradizione secolare si è rinnovata: quattro gruppi di bambini hanno percorso le vie dei paesi, bussando alle porte per portare canti e benedizioni. Il momento culminante è stato la messa solenne dell’Epifania, dove i piccoli Re Magi hanno deposto all’altare i frutti della loro generosità.
Anche il maltempo non ha fermato l'entusiasmo. A Ponte Capriasca, i bambini hanno cantato sotto la pioggia con determinazione, mentre a Bellinzona le note natalizie del coro di Padre Pio hanno animato il mercato cittadino. A Lugano, i Pueri Cantores e i ragazzi dell’oratorio sono stati accompagnati tra le vie del centro da mons. Alain de Raemy, testimoniando una Chiesa vicina alla gente.
La forza dei piccoli: "La solidarietà non ha età"
La riuscita dell’evento risiede nella capacità dei più giovani di toccare temi complessi con disarmante naturalezza. Chiara Uglietti, responsabile dell’azione per la Svizzera italiana, ha sottolineato la forza di questo impegno:
«L’azione dei Cantori della Stella dimostra ogni anno quanto i bambini sappiano farsi portatori di un messaggio forte e credibile. Con semplicità e gioia hanno parlato di un tema complesso come il lavoro minorile, mostrando che la solidarietà non ha età».
Uglietti ha poi aggiunto un ringraziamento speciale per il "motore" invisibile dell'iniziativa: «Il loro entusiasmo e l’impegno delle famiglie e degli accompagnatori sono un segno di speranza concreto».
Un impatto reale verso il futuro
Oltre alla sensibilizzazione, c’è l’aspetto del sostegno materiale. Sebbene i risultati finanziari definitivi saranno resi noti a fine marzo, la partecipazione è stata massiccia. Missio Svizzera ha espresso profonda gratitudine a «volontari, catechisti e donatori, il cui sostegno rende possibile un aiuto concreto».
È proprio grazie a questo sforzo corale che i Cantori della Stella non sono solo un ricordo folkloristico, ma un motore di cambiamento per molti coetanei nel Sud globale.
L'edizione 2026 ci lascia una lezione preziosa: la missione non è un concetto astratto o riservato agli "addetti ai lavori". Attraverso il canto e la preghiera itinerante, i bambini del Ticino ci hanno ricordato che aiutare gli altri è un dovere che nasce dalla gioia. In un mondo che spesso corre troppo veloce, fermarsi alla porta di un vicino per chiedere un dono per chi non ha nulla è il gesto più rivoluzionario che si possa compiere.
fonte: missio/catt.ch