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no_image COMMENTO

Alcune considerazioni sulla fede cristiana dopo la processione eucaristica con il Papa a Madrid

di Lucio Brunelli

Da sette secoli non s’aveva memoria di una processione del Corpus Domini guidata da un Papa per le vie di una capitale europea e non, come di consueto, a Roma o dintorni. Per trovare un precedente extra-romano alla processione guidata da Leone XIV domenica a Madrid bisogna risalire al tempo dei Papi avignonesi, a Giovanni XXII che introdusse questa pia pratica popolare nel 1306 e la condusse nelle strade della città francese che per un periodo sfortunato era diventata sede del papato.

Il Santissimo Sacramento tra un milione e duecentomila fedeli

Un contesto del tutto differente ha fatto da cornice alla processione spagnola di papa Prevost. Ma non era solo l’unicità storica del gesto leoniano ad impressionare sia i partecipanti sia quanti seguivano la processione in tv o sui canali social. Erano certamente i numeri di questa manifestazione religiosa, con un milione e duecentomila fedeli assiepati lungo le centralissime strade della capitale dove il Santissimo Sacramento è stato portato, con le braccia alzate, per 40 minuti, dal Papa, sotto un caldo afoso tra preghiere e lancio di petali di rosa. Folla che sembrava smentire visivamente l’immagine di una Spagna ormai tutta e solo secolarizzata.

Ma oltre i numeri ad impressionare è stato lo stile religioso del Papa e la consapevolezza a cui ha richiamato la Chiesa tutta. Uno stile di sobrietà, che non significa distacco (in alcuni momenti il papa è apparso commosso) ma il desiderio di evitare ogni protagonismo e idealmente tendere a «sparire perché rimanga Cristo».

A colpire è stato soprattutto lo sguardo non fissato sul passato, ai fasti del tempo che fu, che «non si lascia imprigionare da un ricordo nostalgico». Ma è rivolto al presente:

«Ecco pertanto una consegna per la Spagna di oggi e di domani: la religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi. Una scuola che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello».

Insomma, nessuna tentazione di trasformare un gesto umile e lieto di fede in un’esibizione di forza. Solo una testimonianza del “Dio presente”, che nella carità trova il suo culmine: gratuità totale. Uno sguardo coerente con la prospettiva indicata nel primo discorso del Papa, alle autorità e al corpo diplomatico accreditato a Madrid: «rifuggire quegli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma popolano il mondo di fantasmi e di nemici: ecco il compito di chi ha una grande storia alle spalle». Un richiamo alle forze politiche spagnole, certamente, a superare un clima di polarizzazione estrema. Ma non rivolto solo a loro.

La differenza tra il “cristianista” e il “cristiano”

Anche fra i cristiani può prevalere un certo “approccio identitario” che sembra rendere tutto chiaro, nella logica del “noi-e-loro” ma poi finisce col popolare la realtà solo di fantasmi e nemici. A proposito di identitarismo ideologico, un intellettuale cattolico francese, Remi Brague, insignito del premio Ratzinger nel 2012, coniò l’espressione “cristianista” ben distinta dal termine “cristiano” per indicare proprio quanti del cristianesimo vedono e apprezzano principalmente la sua dimensione storico-culturale: un “baluardo” di valori, tradizioni, dottrine da opporre ai nemici della Chiesa. Brague non esprimeva un giudizio negativo sui “cristianisti”, essi colgono una dimensione importante della storia della Chiesa, ma con tono bonario ricordava loro che unico scopo della Chiesa è condurre le persone all’incontro vivo con la realtà di Cristo e che la fede in Lui non si può ridurre a una ideologia: il “cristianismo” accanto e contro le altre ideologie, “comunismo”, “fascismo”, “laicismo” , “islamismo” etc.

Un richiamo quanto mai attuale, alla verità del nostro essere cristiani, evocato dai gesti e dalle parole di Leone XIV in questo viaggio in Spagna che altre sorprese certamente riserverà nei prossimi giorni.

fonte: Avvenire

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