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Intervista a mons. Alain de Raemy sui recenti cambiamenti nelle parrocchie ticinesi

Intervista di Cristina Vonzun/catt.ch

Dopo gli avvicendamenti di preti nelle parrocchie ticinesi comunicati dalla Curia vescovile a giugno 2026,  ulteriori cambiamenti sono stati annunciati da un comunicato stampa il 19 agosto (vedi sotto).  Movimenti di presbiteri che riguardano parrocchie importanti, tra le quali Chiasso e Airolo. Ne parliamo con l’Amministratore apostolico, Alain de Raemy che raggiungiamo mentre accompagna il pellegrinaggio diocesano a Lourdes.

 Mons. de Raemy, questa nuova comunicazione di avvicendamenti di preti coinvolge Gambarogno, Leventina, Bellinzonese, Malcantone fino al Mendrisiotto. Quali sono, in generale, le esigenze e le necessità pastorali e organizzative dietro agli avvicendamenti di presbiteri nelle parrocchie?
La Chiesa cattolica è un corpo vivente: comprende la realtà delle parrocchie, dell’attività pastorale e delle istituzioni ecclesiali. Come ogni corpo è soggetta a cambiamenti, crescita e rinnovo. Ci sono preti che si ritirano per età o malattia. Ci sono preti e comunità che chiedono un cambiamento. Ci sono riorganizzazioni di reti pastorali. E siccome il corpo è unico e tutto è collegato, immancabilmente le decisioni hanno ricadute sulle parrocchie.

Salta sicuramente all’occhio l’avvicendamento nella parrocchia di Chiasso: dopo 25 anni oltre alla prevista partenza per raggiunti limiti d’età di don Gianfranco Feliciani si aggiunge quella di don Andrea Molteni. Un avvicendamento che ha preso molto tempo, dato che da oltre due anni don Feliciani era in partenza. Quindi, dapprima le chiedo: come mai così tanto tempo per arrivare ad una decisione?
Pur preannunciando già un anno e mezzo fa la sua partenza, don Gianfranco e don Andrea hanno garantito il loro servizio pastorale fino ad oggi. Con la nomina di don Juan Carlos l’avvicendamento è ufficializzato. Nella lettera inviata ai fedeli di Chiasso e Pedrinate spiego che le consultazioni e il dialogo con i protagonisti hanno richiesto un tempo sufficiente. In conclusione di questo approfondimento sono arrivato alla convinzione che un cambiamento e un rinnovamento era opportuno adesso, pur comprendendo il momento di tristezza dovuto alla partenza di sacerdoti con i quali si sono condivisi 25 anni di vita comune.  

Da Chiasso, nei mesi scorsi, ci sono state voci – espresse anche su quotidiani ticinesi – che auspicavano la nomina di don Molteni. Come mai si è presa un’altra decisione?  
Sono convinto che l’impegno pastorale di don Gianfranco Feliciani e di don Andrea Molteni è stato notevole e molto apprezzato. A loro riconosco questa generosità.
Ho colto anche la necessità di un cambiamento e di un rinnovamento in un momento particolare, nel quale don Gianfranco si ritira per motivi d’età. Sono convinto che la comunità, i collaboratori parrocchiali e i sacerdoti sapranno accogliere questo invito al cambiamento.

Quanto incidono - in generale - su questi cambiamenti la scarsità di preti e le minori risorse finanziarie locali, soprattutto laddove ci sono degli accorpamenti di forze, come -cito solo ad esempio, ma non è l’unico – il caso dell’Alta Leventina, dove le comunità di Bedretto e Airolo vengono affidate ad un gruppo di presbiteri e cappuccini con sede a Faido? Sarà questo il futuro: comunità di preti a cui affidare diverse realtà?
Non c’è una soluzione standard alle diverse situazioni. È vero: le necessità finanziarie delle parrocchie aumentano, la Diocesi deve sempre più intervenire a sostegno delle congrue dei preti. Nel medesimo tempo sentiamo la necessità di una migliore ridistribuzione delle forze disponibili che implicano necessariamente una maggiore pastorale d’insieme. 

Leggi qui la notizia degli avvicendamenti del 19 agosto 2026. al termine della quale, ad una nostra domanda, l’addetto stampa della diocesi ha dato una precisazione su Chiasso, spiegando che appena possibile sarà comunicata dalla Curia vescovile anche la destinazione in una parrocchia di don Andrea Molteni, che lascia Chiasso.

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