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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 gennaio 2026)
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  • Il Papa a Castelgandolfo

    Il Papa: "Dio è più grande del peccato degli uomini"

    Dopo aver celebrato la Messa nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, il Papa ha recitato l’Angelus davanti al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

    Dopo aver citato un passaggio della Lumen Gentium sulla Vergine, Leone XIV ha ricordato che “Maria, che Cristo risorto ha portato con sé nella gloria in corpo e anima, risplende come icona di speranza per i suoi figli pellegrini nella storia”.

    Citando poi Dante ha sottolineato che Maria è “sorgente viva, zampillante di speranza. Questa verità della nostra fede è perfettamente intonata al tema del Giubileo che stiamo vivendo: pellegrini di speranza. Il pellegrino ha bisogno della meta che orienti il suo viaggio. Nel cammino dell’esistenza questa meta è Dio, Amore infinito ed eterno, pienezza di vita, di pace, di gioia, di ogni bene. Il cuore umano è attratto da tale bellezza e non è felice finché non la trova; e in effetti rischia di non trovarla se si perde in mezzo alla selva oscura del male e del peccato”.

    “Ma – ha aggiunto - ecco la grazia: Dio ci è venuto incontro, ha assunto la nostra carne, fatta di terra, e l’ha portata con Sé, simbolicamente diciamo in cielo, cioè in Dio. È il mistero di Gesù Cristo, incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza; e, inseparabile da Lui, è anche il mistero di Maria, la donna da cui il Figlio di Dio ha preso carne, e della Chiesa, corpo mistico di Cristo. Si tratta di un unico mistero d’amore, e dunque di libertà. Come Gesù ha detto sì, così Maria ha detto sì, ha creduto alla parola del Signore. E tutta la sua vita è stata un pellegrinaggio di speranza insieme al Figlio di Dio e suo, un pellegrinaggio che, attraverso la Croce e la Risurrezione, l’ha fatta giungere in patria, nell’abbraccio di Dio”.

    Dopo aver recitato l’Angelus, il Papa ha nuovamente pregato per la pace. “Oggi – ha detto - vogliamo affidare all'intercessione della Vergine Maria Assunta in cielo la nostra preghiera per la pace. Ella come madre soffre per i mali che affliggono i suoi figli, specialmente i piccoli e i deboli e tante volte nei secoli lo ha confermato con messaggi e apparizioni. Nel proclamare il dogma della Assunzione, mentre ancora era bruciante la tragica esperienza della Seconda Guerra Mondiale, Pio XII scriveva: tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana, e auspicava che mai più si facesse scempio di vite umane suscitando guerre. Quanto sono attuali queste parole, ancora oggi purtroppo ci sentiamo impotenti di fronte al dilagare del mondo di una violenza sempre più sorda e insensibile a ogni moto di umanità. Eppure non dobbiamo smettere di sperare: Dio è più grande del peccato degli uomini, non dobbiamo rassegnarci al prevalere della logica del conflitto e delle armi. Con Maria crediamo che il Signore continua a soccorrere i suoi figli ricordandosi della sua misericordia ,solo in essa è possibile ritrovare la via della pace”.

    Acistampa/red

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