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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (2 marzo 2026)
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  • Padre Callisto Caldelari (1934-2014), il cappuccino ticinese per oltre 30 anni fu alla guida della comunità del Sacro Cuore di Bellinzona

    Il volume di Vera Lombardi su padre Callisto e «Comunità Familiare»

    di Laura Quadri

    Responsabile della comunità del Sacro Cuore di Bellinzona per oltre 30 anni, animatore in tutta la Diocesi e all’interno del proprio Ordine, assumendo diverse cariche, di nuove e importanti iniziative, ma anche autore storico e divulgatore biblico instancabile, profondamente ispirato dallo spirito del Concilio Vaticano II. Sono questi solo alcuni degli aspetti della vita sfaccettata e poliedrica di padre Callisto Calderari (1934-2014) di cui quest’anno ricorrono i dieci anni dalla morte.

    Diverse, per l’occasione, le iniziative nel prossimo futuro per ricordarlo: da un’edizione a lui dedicata dell’annuale «Percorso presepi» presso la chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona, e attualmente in allestimento, al volume della giovane ricercatrice ticinese Vera Lombardi, «Comunità e dissenso. Padre Callisto Caldelari e i cristiani progressisti ticinesi (1960-1980)» (Dadò Edizioni), di prossima presentazione, il 28 novembre alle ore 18, proprio al centro «Spazio Aperto » di Bellinzona, struttura di cui Callisto fu iniziatore.

    La ricerca getta una luce nuova su una pagina in particolare della storia di padre Callisto: la fondazione, al Convento del Bigorio, nel 1965, di «Comunità Familiare», centro di consulenza ed accoglienza per coppie e famiglie che rappresenterà «una prima assoluta nel contesto ticinese», come ricorda nella prefazione al volume Lorenzo Planzi.

    Al servizio di coppie e famiglie

    «Insieme all’associazione Comunità Familiare, fondata con alcune coppie nel 1971 e della quale era segretario generale – racconta Vera Lombardi – padre Callisto si è impegnato in una vasta gamma di temi legati alla famiglia, alla sessualità, al sostegno delle minoranze e alla lotta contro la droga intrecciando anche una proficua collaborazione con gli enti pubblici. Il suo percorso lo rende senz’altro un frate “fuori dall’ordinario”, ma che ha contribuito a portare un rinnovamento religioso e ad avvicinare anche i non credenti».

    In risposta ai cambiamenti sociali

    L’idea, in particolare, di un consultorio «nacque dalle discussioni scaturite tra le giovani coppie di sposi e padre Callisto durante gli incontri informali tenuti presso il convento di Bigorio». Così, attento osservatore dei cambiamenti sociali e delle loro ricadute sulle famiglie, padre Callisto ne intercetta anche i bisogni: «Negli anni ’60 le coppie si trovavano sole ad affrontare i nuovi problemi della famiglia moderna. Da qui nasce l’idea di creare un consultorio, del tutto assente sul territorio ticinese, in cui le famiglie potevano recarsi per trovare un aiuto in caso di crisi. Con l’avvio del centro, in cui all’inizio lavoravano consulenti che avevano partecipato ai corsi prematrimoniali ma non specializzati, padre Callisto decide di formarsi quale psicoterapeuta, anche per rispondere alle richieste del Dipartimento delle Opere sociali che chiedeva che all’interno del centro vi fossero anche figure professionalizzate».

    Un’attività in espansione

    Nel tempo, l’attività evolve: «Il consultorio, a carattere aconfessionale, nasce a Lugano nel 1972, e viene frequentato da persone appartenenti a varie confessioni o non credenti. L’attività promossa riscuote subito un grande successo, portando all’apertura di un nuovo centro a Bellinzona nel 1974. Adattandosi all’evolversi dei bisogni della società, nel corso della sua storia il centro apre le porte a nuove attività. A partire dal 1975, ad esempio, in consultorio è presente anche una consulente specializzata in pianificazione familiare e contraccezione. Ma il centro funziona anche come luogo di studio delle nuove problematiche sociali, come ad esempio quelle legate alla droga, emerse alla fine degli anni ’70. Da qui l’iniziativa di aprire delle antenne specializzate in grado di dare un aiuto concreto anche, ad esempio, ai tossicodipendenti».

    Il rapporto con il ‘68

    In tutto questo, spiega il volume, dobbiamo immaginarci anche un rapporto vivo e stimolante del frate con il periodo del ’68: «I movimenti del ’68 segnano sicuramente il pensiero di padre Callisto, in particolare per quanto riguarda gli ideali che ne derivano. La scelta di riunire delle giovani coppie in un gruppo spontaneo e la volontà di creare una comunità in cui i membri si aiutano a vicenda accomuna infatti anche i gruppi spontanei Sessantottini. Anche la volontà di rivendicarsi come una formazione politica e i valori che emergono dalle prese di posizione del frate e dal gruppo che gli gravitava attorno,– come la libertà, l’inclusione delle minoranze, l’autodeterminazione dell’individuo e la lotta contro le discriminazioni – celano senza dubbio delle radici nel periodo contestatario».

    Ascoltando la Chiesa

    Il Concilio e il Sinodo 72 sono senz’altro altri due altri momenti importanti per la formazione religiosa di padre Callisto. Ispirato da entrambi, il frate non solo «promuove rinnovate forme di culto, in particolare presso il Sacro Cuore di Bellinzona, coinvolgendo sempre maggiormente il laicato nell’animazione, ma ne trae spunto per la sua formazione sociale e personale, in particolare per quanto riguarda l’aggiornamento della morale, concernente i temi sociali, della famiglia e del matrimonio, riportando le proprie idee all’interno dei corsi prematrimoniali e poi durante il lavoro nel consultorio». Aspetti che il libro di Vera Lombardi approfondisce, aprendo, «una finestra – inedita e preziosa sulle radici della vocazione sociale di padre Caldelari», spiega Planzi in introduzione al volume.

    Due eventi bellinzonesi

    La presentazione del volume di Vera Lombardi, il 28 novembre alle 18 al Centro «Spazio Aperto» vedrà gli interventi di: Ivana Petraglio, Lorenzo Planzi, Stéphanie Roulin e l’Autrice. Segue rinfresco.

    Inoltre, quest’anno il percorso presepi presso la chiesa del Sacro Cuore di Bellinzona sarà dedicato a padre Callisto che fu l’ideatore di questa esposizione. I presepi saranno visitabili dal 15 dicembre al 6 gennaio, all’interno della chiesa, dalle ore 14 alle 17.45. A Natale e Capodanno dalle 15 alle 17.30.

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