di Federico Anzini
Non è stato solo un “taglio del nastro”, ma un momento di profonda gratitudine quello vissuto giovedì, 26 febbraio, alla scuola dell’infanzia della Fondazione San Benedetto a Porza. "La Carovana" ha ufficialmente inaugurato i suoi nuovi spazi: un ambiente rinnovato, pensato per accogliere la crescita dei più piccoli sotto il segno della cura e della fede.
La benedizione di Mons. de Raemy
A rendere l’evento speciale è stata la presenza di Mons. Alain de Raemy, Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, che ha benedetto le aule in un clima di naturale allegria. "Qui si sente un’aria di pace" ha commentato il Vescovo, colpito dalla spontaneità dei bambini. "Non sentivano l’obbligo di stare lì, erano davvero presenti in un modo felice e gioioso".
Il Vescovo ha tratto ispirazione dalle medaglie di San Benedetto poste nelle mura dalla direttrice: "La benedizione è impregnarsi della presenza di Dio. Essendo Lui Trinità, mi sono ispirato a quel segno: un essere comunione che suscita comunione qui dentro". Un messaggio rivolto anche ai docenti, il cui premio più grande è "la gioia negli occhi dei genitori".
Una scuola che si allarga
L'ampliamento, che ha portato alla creazione di una terza sezione, nasce da una richiesta sempre maggiore delle famiglie. Francesca Beretta Piccoli, direttrice della scuola, ha ripercorso i mesi intensi di cantiere: "Ogni spazio, ogni mobile, ogni angolo è stato pensato con un significato. Tutto per il bene dei bimbi, perché possano star bene, giocare e diventare grandi insieme". La scelta di mantenere tutte le sezioni sullo stesso piano non è stata casuale: "Per noi è troppo importante il lavoro comune tra le maestre; la nostra è una comunità educante". La presenza del Vescovo, aggiunge la direttrice, garantisce l'appartenenza a qualcosa di più grande: "Ci allarga il cuore sentire che non è un cammino isolato, ma parte della Chiesa".
L’architettura come "educatore silenzioso"
Il progetto è stato curato dalle architette Francesca Paglia e Benedetta Ferrari, mamme di figli iscritti alle scuole San Benedetto. Ispirandosi ai modelli del Nord Europa, hanno puntato su colori desaturati, materiali naturali e luci calde. Richiamando Maria Montessori, hanno fatto proprio il principio secondo cui lo spazio stesso è un "educatore silenzioso". Un lavoro corale – hanno sottolineato - in stretta collaborazione con le maestre, la direzione e i molti volontari che si sono prestati a questa realizzazione. Un concetto ribadito da Luca Botturi, Presidente delle Scuole San Benedetto, che ha parlato ai bambini della scuola come di una casa: "Queste mura ci dicono che c’è qualcuno che ci aspetta. Sono la testimonianza di una storia di persone, famiglie e allievi che hanno contribuito a far sì che un luogo così esista".
Uno sguardo al futuro: Le Porte Aperte
Per chi volesse conoscere da vicino questa realtà e la sua proposta educativa in vista dell’anno scolastico 2026/27, l’appuntamento è per il prossimo mercoledì 25 marzo, dalle 9:15 alle 11:15, in occasione della giornata di porte aperte.
In un’epoca di incertezze, l’investimento della Fondazione San Benedetto sui più piccoli è un segno di speranza. Inaugurare nuovi spazi significa scommettere sul futuro, offrendo ai bambini non solo un tetto, ma un orizzonte di bellezza e significato dove imparare a muovere i primi passi nel mondo.