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Sab 4 apr | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Pasqua 2026. Il messaggio di mons. de Raemy: "Amore e perdono: Cristo Risorto indica al mondo l'avvenire"

    di mons. Alain de Raemy*

    Se Cristo è risorto, tutto ha un avvenire. Non c’è più sofferenza, violenza o morte che non abbia in Lui un avvenire. Perché in Lui tutto è compreso e in Lui tutto è compiuto. La passione e morte di Gesù occupano la gran parte dei Vangeli.

    La fede dunque non scarta, non evita, ma, al contrario, comprende l’ingiusta sofferenza e la violenza di questo mondo.

    L’ingiustizia e la violenza non sono lasciate a loro stesse, non sono abbandonate a una loro assurdità. Vengono vissute da Cristo. Vengono vissute dall’amore infinito, purissimo e trasparente, confrontato all’odio più impuro, sporco e opaco che ci sia; il cumulo di tutto il male della storia, passata, presente e futura: «Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa» (Sequenza pasquale).

    Noi cristiani, non ci illudiamo. Cristo ha sofferto, Cristo è morto. Ma non ha mai smesso di amare.

    E questo cambia tutto. Non è che ciò sia stato visibile già sulla croce.

    Anche se… chi era più vicino, aveva già potuto percepire qualcosa. Pensiamo al centurione. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!» (Matteo 27,54). O al buon ladrone: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Luca 23,42).

    Ma poi c’è stata l’incredibile conferma di quell’amore che ha cambiato la vita dei discepoli impauriti: Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho» (Luca 24,36-39).

    Oggi ci sfugge il senso delle guerre e delle violenze. E abbiamo ragione. Niente può giustificarle. Ma non dimentichiamo che Cristo le ha già vissute.

    E chi oggi con Cristo ama e perdona, soffrendo e morendo, sta vincendo perché sconfigge l’odio. Sono i martiri del nostro secolo. Quelli che cambiano la storia. Non riusciamo a vederlo oggi, salvo forse i più vicini… Ma sono proprio loro il presente più forte. Sono l’avvenire. Il mondo ha un avvenire in Cristo Gesù, morto e risorto.

    *Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano


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