La prima via Crucis di papa Leone al Colosseo, il venerdì santo, con il papa che porta la croce per tutte le stazioni della via dolorosa, è stata seguita da 30mila fedeli. Il Papa ha affidato la scrittura delle meditazioni a padre Patton, già custode di Terra Santa.
Ispirati da San Francesco
Le meditazioni partono dagli Scritti di San Francesco d’Assisi, nell’anno speciale a lui dedicato per gli 800 anni dalla morte.
“Francesco d’Assisi, che ha semplicemente cercato di seguire le tue orme, ci ricorda che ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto: il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla, il potere di educare alla violenza o alla pace, il potere di alimentare il desiderio di vendetta o quello di riconciliazione, il potere di usare l’economia per opprimere i popoli o per liberarli dalla miseria, il potere di calpestare la dignità umana o di tutelarla, quello di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla. Anche ognuno di noi è chiamato a rispondere del potere che esercita nella vita di tutti i giorni”, si legge nella meditazione della Prima Stazione. Forte è il richiamo a non abusare del proprio potere.
I tanti temi eco delle sfide di oggi
Tanti i temi che vengono affrontati nelle meditazioni da Patton: guerra, potere ed economia, insieme alla povertà, alla realtà dei carcerati, alle vittime di abusi, al dolore delle madri che hanno perso i figli e alla tragedia della tratta di donne.
Nella X stazione di questa Via Crucis la meditazione è una denuncia a tutti coloro che umiliano e spogliano l’essere umano della sua dignità. “È un tentativo che si ripete continuamente anche ai nostri giorni. Lo praticano i regimi autoritari quando costringono i prigionieri a rimanere seminudi in una cella spoglia o in un cortile. Lo praticano i torturatori che non si limitano a strappare le vesti, ma strappano anche la pelle e le carni. Lo praticano coloro che autorizzano e utilizzano forme di perquisizione e controllo che non rispettano la dignità della persona. Lo praticano gli stupratori e gli abusatori, che trattano le vittime come cose. Lo pratica l’industria dello spettacolo, quando ostenta la nudità per guadagnare qualche spettatore in più. Lo pratica il mondo dell’informazione, quando denuda le persone davanti all’opinione pubblica. E talvolta lo facciamo anche noi, con la nostra curiosità che non rispetta né il pudore, né l’intimità, né la riservatezza degli altri”.
Poi nelle meditazioni c’è l’esempio di Giuseppe di Arimatea e Nicodemo, in particolare nella XIII stazione. Sono coloro che chiedono il corpo di Gesù per seppellirlo degnamente.
Ma oggi ci sono “cadaveri non restituiti e insepolti” e “madri”, “parenti” e “amici dei condannati” che sono “costretti a umiliarsi davanti all’autorità per vedersi restituire i resti martoriati di un proprio congiunto”. “Non solo il corpo della persona perbene, ma perfino il corpo di un criminale merita rispetto”.
La preghiera di san Francesco
“Al termine di questa Via Crucis, facciamo nostra la preghiera con la quale san Francesco ci invita a vivere la nostra vita come un cammino di progressivo coinvolgimento nella relazione di amore che unisce il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”, dice Papa Leone XIV.
“Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e per tua sola grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nella Unità semplice vivi e regni e sei glorificato, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen”, recita il Pontefice. “Concludiamo con l’antica benedizione biblica, con la quale san Francesco era solito benedire i frati e tutta la gente, al punto che è diventata la “sua” benedizione”, così Leone XIV congeda il popolo di Dio da questa Via Crucis.
fonte: acistampa/red