È in programma sabato 30 agosto il Giubileo diocesano del Diaconato, dei Ministeri e delle loro famiglie. Pubblichiamo per l’occasione la testimonianza di Fabio Bacchetta-Cattori, istituito accolito lo scorso anno.
di Fabio Bacchetta-Cattori
Siamo grati al vescovo emerito Valerio e a don Sergio Carettoni per avere avviato ed organizzato, nella nostra Diocesi, il cammino dei ministeri laicali, al quale abbiamo potuto partecipare, in questi anni, proseguito poi con il nostro amministratore apostolico, il vescovo Alain. Siamo numerosi, provenienti da tutto il Ticino, ognuno con la sua storia personale, familiare, professionale, comunitaria, in parrocchia e nella società civile. La Chiesa del Duemila, rinnovatasi con il Concilio Vaticano II e quindi con tutti i pontificati successivi, da Papa Giovanni XXIII a Papa Leone XIV, come sempre, è in sviluppo creativo, dando nuove risposte al mondo di oggi. Una di queste è anche quella dei ministeri, quali laici chiamati a servire dentro la nostra Chiesa “in uscita”, come diceva Papa Francesco, e quindi soprattutto nella nostra società. I lettori e gli accoliti laici vivono il ministero ricevuto dal loro vescovo, in famiglia, sul lavoro, nella comunità, in silenzio, quasi nell’ombra, ma attivamente. «La memoria del Cristo Risorto illumini le vostre menti e brilli nei vostri cuori, come la luce di queste lampade, simbolo del vostro Battesimo (…). Splendete in modo radioso, lungo le strade del mondo»: sono parole della preghiera consegnataci dal vescovo emerito Valerio, il giorno del rito della consegna della lampada, all’inizio del nostro comune cammino. Nel Giubileo della speranza ed in esso, nel giorno dedicato ai ministeri laicali, questa particolare chiamata si dilata, rafforzandosi nella preghiera di tutti coloro che, nella Chiesa universale e nel mondo vivono questi servizi ministeriali. Pure noi laici, di ogni età ed ogni condizione di vita, siamo chiamati a vivere dentro il soffio di questa speranza. «La maggior parte degli uomini non ha idea di ciò che Dio potrebbe fare di loro, se solo essi si mettessero a sua disposizione», scriveva S. Ignazio di Loyola. Ognuno di noi ha i suoi talenti e anche, quale laico, può metterli a disposizione, nella Chiesa e nella società, cercando di vivere, alla luce del proprio Battesimo, in ogni istante della propria giornata. A volte basta uno sguardo, una parola, un gesto per essere utile a qualcuno. La Chiesa, in questi anni, è chiamata ad «uscire» ancora di più: spetta anche a noi laici cercare di esserci, vivendo nel soffio della speranza evangelica anche e specialmente nelle situazioni più buie.
Il programma
Il Giubileo diocesano del Diaconato, dei Ministeri e delle loro famiglie avrà luogo sabato 30 agosto, presso il Santuario della Madonna del Sasso a Orselina, secondo il motto: «Nel sì di Maria la Speranza si è fatta carne e nostra salvezza». Il programma prevede alle ore 9.45 l’arrivo dei partecipanti sul piazzale antistante il Santuario, alle 10 l’ingresso giubilare in chiesa, la preghiera mariana e una meditazione di mons. Alain de Raemy e a seguire pranzo condiviso.