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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (21 gennaio 2026)
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  • Fame nel mondo COMMENTO

    Produrre il 70% del cibo mondiale ... e patire la fame

    di Tiziana Conti*

    Quando si ha fame, non si pensa ad altro. Ma quando si ha sempre da mangiare, ci si dimentica cosa significhi. Il 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, ci è stato ricordato un concetto fondamentale: nutrirsi è un diritto, non un privilegio. Al fianco dei contadini e delle contadine di 12 Paesi del Sud del mondo, Azione Quaresimale, l’organizzazione svizzera di cooperazione allo sviluppo, s’impegna ogni giorno affinché questo diritto diventi realtà. In atto c’è infatti uno scandalo silenzioso: mentre il nostro pianeta produce abbastanza per nutrire tutti i suoi abitanti, oltre 700 milioni di persone patiscono ancora la fame. Una cifra in costante aumento da diversi anni. Le ragioni sono molteplici e spesso intrecciate tra loro: conflitti armati, crisi economiche, instabilità politica, cambiamenti climatici... Ma anche sistemi agricoli e commerciali squilibrati, che favoriscono l’agricoltura industriale e i mercati mondiali a scapito delle piccole aziende agricole. È sorprendente constatare che le famiglie contadine, che coltivano circa il 70% del cibo mondiale, sono tra le più colpite dalla povertà, dalla precarietà e dalla fame.

    Insieme porre fine alla fame

    Azione Quaresimale da oltre 60 anni si adopera per un mondo più giusto, in cui ogni essere umano possa mangiare a sazietà. Il suo impegno si basa su una semplice convinzione: la fame non è una fatalità. È il risultato di ingiustizie che possiamo correggere insieme, attraverso scelte politiche, economiche e solidali.

    Ad Haiti, la terra riprende la parola

    Nelle montagne del nord-ovest di Haiti, la terra è allo stesso tempo rifugio e lotta. A lungo impoverita dalle monocolture, dai prodotti chimici e dalle sementi importate, a volte sembra tacere. Ma oggi ricomincia a parlare, dolcemente, al ritmo delle mani che la curano. Grazie al sostegno di Azione Quaresimale e delle sue organizzazioni partner sul posto, le famiglie stanno riscoprendo le pratiche agricole tradizionali, come la riproduzione di sementi locali, le consociazioni di colture e il compostaggio. Come accade ad Haiti cosi succede in altri paesi del mondo.  

    Rosemelie Jean vive a Saint-Louis-du-Nord. È entrata a far parte di un gruppo comunitario e, insieme ad altre donne, sta imparando a riprodurre le proprie sementi e a scambiarle. «La nostra forza sta nel produrre i nostri semi e scambiarli tra di noi. Finché dipendiamo da quelli provenienti dall’esterno, rimaniamo vulnerabili. Ma non appena li coltiviamo noi stessi, diventiamo liberi». Non si tratta solo di agricoltura. Questi progetti ricreano legami, ridanno fiducia e dimostrano che la giustizia può iniziare in un semplice orto, anche in un contesto di grande precarietà. Parallelamente a questi progetti concreti, Azione Quaresimale si impegna anche ai massimi livelli. A Ginevra, Roma o New York, le sue e i suoi rappresentanti portano la voce delle comunità rurali alle Nazioni Unite e operano affinché i diritti dei contadini e delle contadine, spesso ignorati, siano finalmente riconosciuti e applicati. Perché la fame non si contrasta solo nei campi. Si combatte anche con leggi, trattati, scelte politiche.  Nel nostro Paese dell’abbondanza, a volte facciamo fatica a immaginare cosa significhi avere fame. Ma abbiamo il potere di agire: attraverso le nostre scelte, la nostra attenzione verso i più fragili e il sostegno a coloro che, ogni giorno, coltivano la terra che ci nutre.

    *Azione Quaresimale

    Leggi anche: l’intervento del Papa alla FAO

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