di Laura Quadri
Un’antica pergamena custodisce l’atto di nascita della parrocchia di Ronco sopra Ascona, che celebra in questi giorni quattro secoli di storia. Era infatti il 24 settembre 1626 quando il vescovo di Como Lazzaro Carafino sancì la separazione dalla parrocchia di Ascona e l’erezione di quella di San Martino. Conservata nell’archivio parrocchiale, la bolla racconta i bisogni di una comunità che chiedeva un sacerdote residente, vicino alla vita quotidiana dei suoi abitanti. Furono infatti gli stessi ronchesi a rivolgersi al vescovo, appena giunto in diocesi, per ottenere un parroco che provvedesse alla cura delle anime.
La loro richiesta nasceva da difficoltà concrete. Ascona distava circa tre miglia, lungo una strada di montagna sassosa, gelata d’inverno e battuta dal sole d’estate. L’alternativa era attraversare il lago, ma occorreva pagare una barca e trovare un barcaiolo disponibile. E i sacerdoti che sbarcavano al porto di Ronco dovevano poi affrontare una ripida salita per arrivare al paese. Carafino volle conoscere personalmente la situazione e rinviò la decisione alla visita pastorale. Il disagio dei collegamenti, sperimentato anche dal vescovo, si aggiungeva all’assenza di un sacerdote stabile: i tre curati incaricati di assistere entrambe le comunità risiedevano tutti ad Ascona. Nella bolla si rileva una conseguenza particolarmente dolorosa per la sensibilità religiosa del tempo: molti abitanti morivano senza poter ricevere i sacramenti. Prima della separazione furono prospettate due soluzioni: che uno dei curati si trasferisse a Ronco oppure che i tre vi risiedessero a turno, quattro mesi ciascuno all’anno. Il loro rifiuto aprì la strada all’istituzione della nuova parrocchia. Il decreto stabiliva che il sacerdote risiedesse sempre a Ronco e riconosceva alla comunità il fonte battesimale, il cimitero, il campanile e le campane, insieme agli altri diritti parrocchiali. La bolla regolava anche la scelta e il sostentamento del parroco. Ai ronchesi attribuiva il diritto di presentare i candidati, da confermare da parte del vescovo; per il primo parroco la nomina era invece riservata a Carafino.
Non tutte le controversie erano però risolte: secondo il Dizionario storico della Svizzera, dal 1632 al 1813 Ascona mantenne il controllo sulla nomina del sacerdote di Ronco. Questa storia di autonomia e appartenenza si legge anche nella chiesa di San Martino, anteriore alla nascita della parrocchia. Gli affreschi di Antonio da Tradate, datati 1492, conservano figure di Apostoli e allegorie dei Mesi; il campanile fu completato nel 1563. Alle testimonianze più antiche si affiancano gli stucchi barocchi e l’altare maggiore settecentesco. Antonio Ciseri, nato a Ronco, vi ha lasciato due tele: San Martino di Tours, del 1870, e Sant’Antonio Abate, del 1868 circa. Un patrimonio nel quale quattro secoli di vita parrocchiale si intrecciano con una memoria ancora più antica.
I festeggiamenti
Venerdì 6 novembre 2026 – ore 20.00
Triduo – Momento di preghiera dedicato alla figuradi San Martino
Domenica 8 novembre 2026 – ore 10.00
Santa Messa con mons. Alain de Raemy. Condecora la Corale di Arcegno con accompagnamento all’organo di Sara Osenda.
A seguire, aperitivo in Sala San Rocco e, in caso di bel tempo, sul sagrato della chiesa.