di mons. Alain de Raemy*
Don Mino… solo quattro lettere, ma tanto contenuto, e un contenuto impossibile da contenere! Perché il nostro Don Mino non si comprime e non si stringe, tanto meno si costringe.
È un vulcano tutt’altro che quiescente. Anche se potrebbe godersi il tempo della pensione con quieta passione, il suo carattere forte, come grande è il suo cuore, non lo lascia riposare. È un vulcano. Basta poco per risvegliarlo. E noi gli vogliamo bene. Perché non c’è un altro don Mino.
Ricordo come rispondesse con passione alle chiamate telefoniche durante le sedute della Conferenza dei vescovi svizzeri. La chiamata privata diventava una condivisione tanto spontanea, quanto visibile e ben udibile, di un’anima sempre e ovunque disponibile. Non era un disturbo, era lui!
Don Mino… solo quattro lettere, ma cariche di tanta vita.
M come massima velocità!
I come intrepida operosità.
N come… nessun altro.
O come la oh di stupore quando dopo qualche malumore rivela con rinnovato candore il suo grande cuore.
Decisamente, Mino non rima con minimo. Neanch’io avrei la minima volontà di esagerare. Anzi piuttosto di frenare… Perché tutti sappiamo quanto don Mino possa superare i limiti di tempo e di spazio.
L’Apocalisse però lo conferma nella sua indomita passione: «Dio vomita i tiepidi» (cfr. Ap 3,14-22). E con questa passione ha sempre biblicamente voluto «difendere la vedova e l’orfano». Ne sono stato più volte il testimone.
Un augurio? Possa il nostro don Mino trovare sempre di più nel Signore la vera e piena pace del cuore! Quella Pace di chi non ha mai risparmiato né tempo né fiato per l’avvenimento di un Regno, nel quale l’unico Signore è ben più grande del nostro cuore.
* Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano
Mons. Grampa alla RSI
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