Anche l’umanità ferita dalle guerre, ha in sé qualcosa di magnifico. E persino l’umanità che mette a ferro e fuoco le città, come succede da settimane in Francia e di recente a Milano, ha in sé qualcosa di magnifico. «Sarà uno dei temi del mio intervento al convegno di sabato», spiega la professoressa Gaia De Vecchi, specializzata in Teologia Morale e docente all’Università Cattolica di Milano: «L’umanità è magnifica proprio perché paradossale, nei suoi limiti ma anche nei suoi sprazzi di bellezza».
Sabato 24 ottobre a Lugano, presso il Centro pastorale San Giuseppe, il Capitolo di Lugano della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice organizza il Convegno annuale, dedicato all’enciclica Magnifica Humanitas: “Fondamenti e prospettive del nuovo magistero di Papa Leone XIV”. La prima enciclica del pontefice statunitense sul tema dell’intelligenza artificiale è stata pubblicata nello scorso mese di maggio e ha attirato grande interesse dentro e fuori la Chiesa cattolica. Il convegno sarà preceduto alle ore 9 dalla Santa Messa celebrata nella Chiesa di San Giuseppe da Mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano. Seguiranno i saluti istituzionali e le relazioni: oltre alla professoressa Gaia De Vecchi, interverranno il professor Markus Krienke (sulla custodia della persona umana nell’epoca del trans- e del post-umanesimo) e la professoressa Cecilia Sanna (“La Magnifica Humanitas: fonte di ispirazione per il diritto europeo e internazionale?”).
La prima a parlare sarà proprio la teologa Gaia De Vecchi, che analizzerà Magnifica Humanitas in relazione allo sviluppo della Dottrina sociale della Chiesa.
Un lungo percorso, che ha trovato un nuovo capitolo significativo con Leone XIV.
La dottrina sociale della Chiesa nasce formalmente nel 1891 con l’ultimo Papa che portò il nome di Prevost, Leone XIII, autore della Rerum Novarum. Anche prima, tuttavia, la Chiesa si occupava dei temi sociali, sebbene non tramite documenti magisteriali. In quasi un secolo e mezzo, poi, sono stati tanti gli interventi dei Papi, penso per esempio alle due encicliche di Giovanni Paolo II, Laborem Exercens e Centesimus Annus. Dopo i dodici anni di Papa Francesco, caratterizzati da una grande attenzione alla dottrina sociale, anche Leone si pone in continuità con i predecessori e in particolare con Bergoglio, sebbene introduca nel suo magistero anche elementi di discontinuità, di cui parlerò nel mio intervento.
L’intelligenza artificiale può cambiare la vita umana.
Credo che si debba avere un approccio equilibrato: l’IA non sarà la soluzione di tutti i problemi, ma nemmeno dobbiamo abbandonarci a visioni catastrofistiche. La chiave, a mio parere, è capire in cosa l’intelligenza artificiale trasforma la sfera dell’umano. Questo strumento incide sul nostro modo di ricordare, di pensare, può cambiare il modo di relazionarci tra noi. L’intelligenza artificiale non è un problema, ma una questione da affrontare nel modo più consapevole possibile.
Che cosa l’ha colpita leggendo Magnifica Humanitas?
Il modo in cui papa Leone parla della fragilità. Davanti a una cultura occidentale che sembra volerla eliminare, il pontefice ci invita a viverla come possibilità e non come limite. Oltre a questo, ci sono temi trasversali che interessano tutto il mondo, per esempio il valore della verità come bene comune. Da questo punto di vista l’IA pone tante sfide, perché ormai è impossibile distinguere ciò che è reale da ciò che è generato artificialmente.
In un’ultima battuta: qual è il cuore pulsante di Magnifica Humanitas, che verrà affrontato anche nel convegno di sabato a Lugano?
Penso che siano alcune domande: cosa vuol dire per noi umanità? Che umanità vogliamo essere e costruire? Tutti noi abbiamo un compito educativo: chi insegna, chi scrive come operatore dei media, ma anche chi vive in famiglia, chi lavora… È un compito educativo reciproco. Credo che queste domande ci interroghino in particolare nei nostri tempi di fermenti sociali, e che non possiamo eluderle.
Di seguito, cliccando sull’evento, il programma della giornata:
24
ott
2026
Diocesi