di Katia Guerra
Continuare a trasmettere il carisma di san Luigi Guanella (1842-1915), racchiuso nell’espressione «Pane e Signore», in cui l’aiuto materiale va a braccetto con il sostegno spirituale. È questa la missione di suor Vannathy e suor Antonia, figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza, entrambe originarie dell’India, presenti alla casa di riposo Don Guanella di Maggia dal 2022, struttura che celebra i 110 anni. Si prendono cura delle persone a loro affidate, con «carità operosa». «Amare il Signore, amando il prossimo, come ci dice Gesù e come ci chiede il nostro fondatore, san Luigi Guanella: la nostra missione è accanto alle persone che sono nel bisogno e che si trovano in difficoltà», sottolinea la suora superiora Vannathy, che nella casa di riposo è infermiera capo reparto.
Una presenza, quelle delle suore guanelliane, importante anche se numericamente meno rilevante: nel tempo in cui la casa era arrivata ad ospitare fino a 170 persone, negli anni Sessanta, le suore erano una trentina: oggi sono rimaste in due. «A molti residenti, il fatto che noi ci siamo, infonde sicurezza», ci dice suor Antonia, anche lei infermiera. Il suo stato di salute non le permette più di occuparsi delle cure infermieristiche, ma non fa mai mancare la sua presenza e aiuta in alcuni momenti della giornata. «Aiuto a distribuire i pasti e in cucina, porto il giornale e la posta ai residenti, vado a parlare con loro, prego per e con loro. Inoltre, aiuto a preparare giornalmente la Messa nella nostra cappella», ci racconta. Sta accanto agli ammalati che lo desiderano nel momento della morte, nell’«incontro definitivo con la Provvidenza di Dio» come diceva don Guanella. «Accompagniamo con affetto e dignità, seguendo il carisma guanelliano, affinché possano lasciare questo mondo nella tranquillità e nella pace».
Al servizio della Parola
Don Pio Camilotto è il cappellano della casa. «Ringrazio Dio con tutto il cuore - ci confida - per avermi inaspettatamente “scaraventato”, sei anni fa, in questa cascata di Grazia e Carità guanelliana che scorre da 110 anni. Decisive furono le parole con cui mi accolse, al primo sopralluogo, l’allora Superiora: “Lei è la risposta alle nostre preghiere”». Don Camilotto prosegue: «La sede era vacante da tempo. Il trasferimento a Maggia mi comportò un radicale cambiamento: dopo 36 anni di intensa pastoralità parrocchiale spesi con inalterato entusiasmo potei riservarmi, sull’esempio degli Apostoli (At 6,4), la preghiera e il servizio della Parola, che ripresi a studiare alacremente. Ne scaturì una pace e gioia sconosciute e anche un servizio della Parola particolarmente benefico: due o tre sere settimanali di Lettura biblica». Infine, don Pio condivide un pensiero molto personale: «Passati questi sei anni come un soffio, viene spontaneo domandarsi: fino a quando? Finché vorrà il Signore. Grato per avermi inserito in questa bella storia più che secolare della Casa Don Guanella, sono pronto, anche subito, a tramontare con Lui, l’Unico che mi assicura un’alba nuova».
Il legame con il comune di Maggia
La casa guanelliana ha lasciato un’impronta importante nel comune di Maggia e in tutto la regione. «Durante i suoi inizi, nel 1916, e fino agli anni Settanta le suore si occupavano, in collaborazione con il Comune, anche dell’asilo per i più piccoli», racconta, Pietro Quanchi, capo dicastero, Sanità e Sicurezza sociale del comune di Maggia. «La casa dispone di una sala teatro dove negli anni 70/80 la domenica pomeriggio venivano proiettati film per ragazzi molto apprezzati dai bambini di Maggia e non solo. Nel tempo si sono creati dei legami, in particolare fra la popolazione e le numerose suore guanelliane che hanno soggiornato a Maggia. In tutti noi c’è almeno un ricordo legato a questa struttura. Per un Comune, la presenza di una casa di riposo è un valore aggiunto importante: per i nostri anziani significa la possibilità di rimanere in paese qualora non fossero più autonomi e avessero bisogno di cure. Senza dimenticare che è un importante datore di lavoro locale».
Una Santa Messa per i 110 anni il 23 ottobre
Per celebrare i 110 anni della casa, il 23 ottobre, ci sarà una Messa alle 10.15 nella cappella, celebrata da don Nico Rutigliano (guanelliano).
Un team multidisciplinare per la valorizzazione di ognuno
La Casa di riposo Don Luigi Guanella di Maggia, inizialmente chiamata «Ospizio don Guanella» e ospitata nella casa Martinelli, è stata inaugurata nel 2016. Il nuovo edificio, ampliato con il tempo, è stato costruito nel 1920. Oggi la struttura accoglie circa 80 residenti, suddivisi in reparti dedicati alla psicogeriatria, alla multimorbilità, alle demenze. L’assistenza è garantita da un’équipe di tre medici, tra cui uno psichiatra, infermieri, operatori sociosanitari, assistenti di cura, fisioterapisti, specialisti dell’attivazione. Essere operatore di una Casa guanelliana significa promuovere quotidianamente uno stile di cura fondato sull’accoglienza, sul rispetto e sulla valorizzazione della persona. Ogni residente è considerato nella sua unicità, con la propria storia, i propri bisogni e la propria dignità, in particolare nei momenti di maggiore fragilità. Si favorisce così la creazione di un ambiente sereno, familiare, ricco di umanità, nel quale residenti, familiari e collaboratori si sentono parte integrante della stessa comunità.