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50 anni di cultura per l'Ass. Biblioteca Salita dei Frati. Domani i festeggiamenti

di Laura Quadri

Custodire i libri, aprire le porte. Nasce da questa immagine la vicenda dell’Associazione Biblioteca Salita dei Frati di Lugano, che il 24 ottobre, festeggia 50 anni. Fabio Soldini, presidente degli inizi, ricorda il bivio degli anni ‘70: restaurare il convento dei Cappuccini, ma che cosa fare della biblioteca, ormai poco utilizzata dopo l’esperienza della scuola per novizi? Un gruppo di giovani frati, guidato da Riccardo Quadri, proponeva di destinare i volumi alla Cantonale e aprire parte del convento ad attività sociali. Prevalse invece la proposta sostenuta da padre Calisto Caldelari e padre Giovanni Pozzi: conservare la biblioteca e costruirle una nuova sede, affidandone il progetto a Mario Botta.

Salvare il patrimonio, però, non bastava. «L’idea di una biblioteca chiusa al pubblico non aveva senso», racconta Soldini. I cappuccini compresero di dover coinvolgere altre persone nella gestione. L’esperienza di Comunità familiare, di cui padre Callisto era animatore, suggeriva una partecipazione capace di superare i confini confessionali. Dal 1976 si avviò così il percorso condiviso con esponenti del mondo culturale e docenti del Liceo di Lugano. Al fondo antico si affiancarono due nuovi ambiti: scienze religiose e scienze storico-sociali. «Non di religione, ma di scienze religiose», precisa Soldini: un approccio non per forza confessionale al patrimonio custodito.

Dopo la lunga e fruttuosa presidenza di Fernando Lepori, succeduto in seguito a Soldini e che ha riportato al centro delle attività divulgative della Biblioteca anche gli studi religiosi, oggi quella vocazione continua. «La nostra Associazione si distingue dalle altre per la diversificazione delle sue attività», osserva l’attuale presidente Aurelio Sargenti: apertura della biblioteca al pubblico, conferenze, mostre e la rivista «Fogli». Anche gli interessi si sono ampliati: «Ci siamo aperti al territorio insubrico, presentando saggi, studi, edizioni d’autore di quell’area geografica», grazie ai rapporti con il mondo universitario ticinese e lombardo.

Dal 2015 la Biblioteca è anche Centro di competenza per il libro antico, «la punta di diamante» delle sue attività: cataloga fondi storici e studia i frammenti manoscritti conservati nelle rilegature. Sono inoltre arrivati i fondi di Giovanni Maria Staffieri e Massimo Danzi, mentre con Interlinea si progetta la pubblicazione di alcuni carteggi di padre Pozzi, di cui la Biblioteca custodisce Fondo e Archivio. La sala di lettura, sempre più richiesta da associazioni ed enti, conferma il legame con il territorio.

«Le sfide sono tante, come tante sono le difficoltà, soprattutto di ordine finanziario», avverte Sargenti. Il sostegno cantonale è stato dimezzato e anche quello comunale è diminuito; prezioso resta l’aiuto delle fondazioni. Si guarda intanto ai progetti della Fondazione Convento Salita dei Frati: se potranno iniziare nel 2027, aumenteranno gli spazi per i libri. «Per noi questa è una esigenza primaria», sottolinea il presidente.

L’augurio di Sargenti raccoglie il senso del cammino: «Auguro all’Associazione una vita lunga perché sappiamo bene quanto sia importante per un Paese la cultura». Una cultura che «ci aiuta a raccontare le nostre storie, ci aiuta a immaginare il futuro, crea momenti di condivisione speciali».

La festa del 24 ottobre

Sabato 24 ottobre, alla Salita dei Frati di Lugano, apertura alle 15 con i saluti istituzionali. Porta i suoi saluti anche mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano. Alle 15.45 Fabio Soldini, Fernando Lepori e padre Mauro Jöhri ripercorreranno la nascita dell’Associazione. Alle 16.30 la tavola rotonda «Le biblioteche ieri, oggi, domani», con Elena Balzardi, Werner Oechslin e Bruno Giussani, moderata da Pietro Montorfani. Letture di Daniele Bernardi, musica del Gruppo Handpan e incisioni commemorative di Loredana Müller accompagneranno il pomeriggio, concluso da un aperitivo.

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