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Suor Maria della Trinità: a Gerusalemme si chiude la fase diocesana dell'iter verso gli altari

di Cristina Vonzun/catt.ch/catholica/cdt

Il 1° novembre, la Chiesa di Gerusalemme celebrerà la chiusura dell’inchiesta diocesana per la beatificazione di suor Maria della Trinità, al secolo Luisa Jaques (1901-1942). Nata a Pretoria, in Sudafrica, da genitori svizzeri di confessione riformata, morì in monastero a Gerusalemme. Il suo cammino verso gli altari si intreccia con il Ticino grazie a Roberto Poretti, ticinese e presidente della commissione storica della causa, nominato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme. Legato alla religiosa da motivi di studio e devozione personale, Poretti ha curato, con la prefazione del Patriarca, il volume «Suor Maria della Trinità. Scritti e Testimonianze», pubblicato dalle Edizioni Terra Santa. Il libro raccoglie testi spirituali, poesie e testimonianze, molte delle quali inedite, grazie anche alla collaborazione di suor Mariachiara Bosco, clarissa e autrice di una biografia della consorella. «I primi scritti di suor Maria della Trinità furono pubblicati nel 1943 da padre Sylvère Van den Broeck, frate della Custodia di Terra Santa e padre spirituale della religiosa. Una seconda edizione uscì nel 1948. Il materiale venne poi ripreso dal francescano Alain-Marie Duboin, che nel 1979 pubblicò una biografia con gli scritti della clarissa e la prefazione del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar», spiega Poretti.

Roberto Poretti, come è nata questa nuova pubblicazione in italiano, che comprende anche testi e testimonianze inedite?
L’idea iniziale era ripubblicare il volume di Duboin, ma nel frattempo sono emersi altri scritti della suora e testimonianze inedite su di lei. Grazie all’incontro con alcune studiose austriache che avevano approfondito la figura della religiosa, ho modificato l’idea originaria. Ho quindi raccolto i testi già pubblicati, alcune poesie, lettere e nuove testimonianze, accompagnandoli con una nota biografica sintetica.  

Di cosa trattano le testimonianze?
Sono di tre tipi: nuove testimonianze di persone che l’hanno conosciuta direttamente, il racconto del dottor Francesco Canova su una guarigione straordinaria e una ricerca personale sui colloqui mistici di suor Maria della Trinità, nei quali emerge anche l’auspicio del ritorno delle clarisse in Svizzera. Nell’Ottocento, le restrizioni imposte agli ordini religiosi culminarono nel divieto costituzionale del 1874 di fondare nuovi monasteri e riaprire quelli chiusi. Eppure, già negli anni ‘40, Gesù, rispondendo alla suora(N.d.r. in un colloquio mistico), prometteva il ritorno delle clarisse in Svizzera. Le religiose tornarono dapprima nella Svizzera francese e, poi, anche a Cademario, in Ticino. Nel volume ricostruisco la storia dei monasteri di Jongny, vicino a Vevey, e di Cademario, la cui nascita fu favorita dall’impegno dei vescovi ticinesi Eugenio Corecco e Pier Giacomo Grampa. Quest’ultimo trasferì alle clarisse la proprietà del monastero. Racconto anche la vicenda di una suora svizzera, convertita dalla Riforma, come Jaques, che grazie all’amicizia con Corecco scoprì la sua vocazione monastica e contribuì alla nascita del monastero di Cademario.

Nel volume si racconta anche una guarigione straordinaria. Di cosa si tratta?
Il dottor Francesco Canova riferisce la guarigione di un giovane frate affetto da un tumore al ginocchio, a tutt’oggi incurabile. Dopo aver applicato sul ginocchio un lembo dell’abito di Maria della Trinità e aver chiesto la sua intercessione, il frate guarì. Canova aveva già raccontato la vicenda pochi anni dopo la morte della suora sulla Rivista Terra Santa e in altre pubblicazioni; il materiale è stato raccolto nell’ambito della causa di beatificazione.

Perché suor Maria della Trinità può essere considerata una delle grandi mistiche del Novecento?
Il teologo svizzero Hans Urs von Balthasar, amico della mistica Adrienne von Speyr la cui testimonianza sulla Jaques è nel volume, riconobbe pubblicamente che gli scritti della clarissa sono un eccezionale modello di meditazione cattolica. Inoltre, dai suoi Appunti dei colloqui con Gesù e dalle  testimonianze ritrovate di persone che l’avevano conosciuta emergono sia la santità, sia la straordinaria profondità mistica. 

Dalla negazione di Dio alla fede

 Luisa Jaques (sr. Maria della Trinità) nasce il 26 aprile 1901 in una famiglia di missionari svizzeri in Sudafrica. La malattia e «una lunga catena di sacrifici e lotte inutili» l’avevano condotta alla sentenza: «Dio non esiste; tutto ciò che se ne dice non è che commedia, la vita non vale la pena di essere vissuta». Eppure, proprio in quella notte esistenziale e di fede, tra il 13 e 14 febbraio 1926, una chiamata misteriosa e irresistibile rovesciò il suo mondo: Dio divenne per lei una certezza. Così Luisa tracciò il suo cammino: scoperta la sua vocazione di clarissa riuscì a realizzarla nel 1938, entrando nel monastero di Santa Chiara a Gerusalemme.  Per ordine del confessore scrisse il racconto della sua conversione e gli «Appunti», nei quali raccolse i pensieri frutto dei suoi colloqui mistici. Morì a Gerusalemme il 25 giugno 1942. La cerimonia di chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione è trasmessa in diretta streaming dal Christian Media Center, il 1. Novembre dalle 08:00 (ora svizzera). 

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