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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (23 gennaio 2026)
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  • St Maurice, nello sfondo la chiesa dell'Abbazia

    St. Maurice: l'elezione del nuovo abate prevista a metà settembre

    L'abbazia di Saint-Maurice ha dichiarato in un comunicato del 2 settembre che intende proseguire il suo percorso di verità e riforma. Dalla presentazione pubblica della relazione indipendente sugli abusi lo scorso 20 giugno, l'Abbazia di Saint-Maurice sta attuando le prime misure concrete del piano d'azione annunciato. Tali misure riguardano sia il funzionamento interno della comunità (ad intra) sia la sua responsabilità nei confronti delle vittime e della società (ad extra).

    Elezione del nuovo abate a metà settembre

    L'elezione del futuro abate di Saint-Maurice avrà luogo a metà settembre, secondo le procedure proprie della comunità e confermate dal diritto canonico. Tale elezione dovrà poi essere convalidata dalla Santa Sede e il nome del nuovo abate potrà essere reso noto solo dopo la decisione del Papa. «Questo periodo può richiedere un certo tempo su cui non abbiamo alcun controllo», osserva l'abbazia. La comunità è accompagnata in questo processo da un moderatore nella persona di Mons. Hugues Paulze d'Ivoy, Abate primate della Confederazione dei Canonici Regolari.

    Tempo di discernimento comunitario

    Mercoledì 27 agosto si è tenuto un incontro comunitario per favorire un discernimento collettivo sul profilo dell'abate che i canonici desiderano eleggere e per rafforzare il legame fraterno tra i canonici, secondo le raccomandazioni formulate nella relazione del gruppo di lavoro. «Questo incontro ci ha permesso di discutere con fiducia, trasparenza e rispetto quali fossero le aspettative di ciascuno. Stiamo cercando di cambiare gradualmente la cultura, favorendo la creazione di spazi di questo tipo, dove la parola è libera e sincera», commenta il canonico Simone Previte, Priore e Vicario capitolare.

    Formazione prevista a partire da ottobre

    A partire da ottobre 2025, un canonico seguirà il corso universitario «Abusi e benessere: ascoltare, accompagnare, prevenire», offerto in collaborazione tra l'Institut Catholique de Paris (ICP) e il CCRFE (Centre Catholique Romand des Formations en Église). Tutti i canonici seguiranno inoltre una formazione obbligatoria animata dall'associazione ESPAS, specializzata nella prevenzione degli abusi e nell'accompagnamento delle vittime.

    Costituzione della Commissione di consulenza in materia di governance (CCG)

    Procede la costituzione della Commissione di consulenza in materia di governance (CCG), organo misto di laici e religiosi incaricato di supervisionare l'attuazione del piano d'azione. Diverse persone hanno già dato il loro accordo di massima per entrare a far parte della CCG e la presidenza è stata affidata alla signora Mari Carmen Avila, membro della Federazione Regnum Christi e già rappresentante del vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo (LGF) per la prevenzione. La composizione definitiva sarà stabilita in autunno.

    Lavoro comunitario all'interno dell'Abbazia (ad intra)

    Internamente, la comunità prosegue il suo percorso di ricostruzione, in uno spirito di fraternità, ascolto reciproco e benevolenza. Sono in corso iniziative concrete per prendersi cura dei legami comunitari e sostenere le persone colpite da questa crisi.

    Nessuna nuova segnalazione

    Dalla pubblicazione del rapporto, il gruppo di lavoro indipendente non ha ricevuto alcuna nuova segnalazione che coinvolga canonici ancora in attività. L'Abbazia afferma tuttavia di rimanere pienamente disponibile ad ascoltare chiunque, vittima o testimone, senta

    • il bisogno di parlare, anche a distanza di molti anni dai fatti. Incoraggia qualsiasi iniziativa di testimonianza, in totale riservatezza, sia presso il Gruppo SAPEC che presso la CECAR.

    «Stiamo procedendo passo dopo passo, con trasparenza e determinazione. La nostra comunità è impegnata in un percorso impegnativo, ma necessario. Non si tratta solo di riparare, ma anche di trasformare la cultura che determina il nostro modo di essere comunità e di essere nella Chiesa e nel mondo», conclude il canonico Simone Previte.

    fonte: cath.ch / Maurice Page / traduzione e adattamento catt.ch

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