«Ta mandi al Canisi!». Era, ricorda la scheda dell'editore Armando Dadò, la minaccia ricorrente dei genitori ticinesi ai figli più discoli. A cent'anni dalla nascita dell'Istituto Canisio di Riva San Vitale, quella storia diventa un libro: «La bellezza della diversità» di Luigi Maffezzoli sarà presentato sabato 3 ottobre alle 17:30 al Cinema Teatro di Chiasso. È il primo appuntamento pubblico del Festival dell'Incontro, promosso dalla Fondazione Don Guanella per diffondere una cultura dell'inclusione. Alle 20:30, sullo stesso palco, salirà Paolo Ruffini.
Da collegio a piccolo villaggio
Nel 1926 monsignor Aurelio Bacciarini, vescovo di Lugano, acquistò l'ex collegio Baragiola grazie al lascito del prevosto di Muralto don Guglielmo Buetti. L'istituto, intitolato al gesuita san Pietro Canisio, aprì il 4 novembre di quell'anno. Bacciarini, che prima dell'episcopato aveva fatto parte dell'Opera don Guanella, ne affidò in seguito la gestione ai sacerdoti guanelliani. Dal 1965 la casa per ragazzi con difficoltà scolastiche e comportamentali è diventata scuola speciale. Nel 1974 il nuovo complesso a padiglioni le ha dato la forma di un piccolo villaggio. Oggi la Fondazione, che porta l'attuale nome dal 2024, accompagna giovani e adulti con disabilità cognitiva o in situazione di fragilità, perché – è il suo motto – «nessuno venga lasciato indietro sulla strada della vita».
Un secolo in 176 pagine
Maffezzoli, giornalista e studioso del laicato cattolico, ha collaborato con Avvenire, il Giornale del Popolo, la RSI e L'Osservatore.ch. Di recente ha curato «Santa Brigida a Lugano» (2025). Il volume, edito da Dadò con fotografie (176 pagine, CHF 25), sarà presentato insieme a Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, alla presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti, direttrice del DECS, e a don Alessandro Allegra, presidente della Fondazione. Il titolo del libro non è casuale: è anche il sottotitolo del Festival.
«Io sono perfetto»
Lo spettacolo serale, di e con Ruffini, porta lo stesso titolo del suo romanzo uscito a gennaio per La nave di Teseo. Racconta di Simone, gemello con sindrome di Down di un politico corrotto, che si ritrova candidato alla guida del Paese. Dal 2018, con il progetto Up&Down, l'attore livornese porta in scena interpreti con disabilità. L'etichetta di «speciali» gli sta stretta: «Io detesto quando mi dicono: “Lavori coi ragazzi speciali” [...]», ha spiegato quest'estate al Giornale, perché a suo avviso significa già marcare una differenza. Al termine Ruffini incontrerà il pubblico per il firmacopie.
Tre giornate a ottobre
Il Festival entrerà nel vivo la settimana successiva, tra Mendrisio, Chiasso e Riva San Vitale. Giovedì 8 ottobre toccherà alle scuole ticinesi, con teatro, danza e audiovisivi. Venerdì 9 ci saranno workshop per operatori sociali, imprese e istituzioni su lavoro, scuola, sport e abitare. Sabato 10 laboratori, musica e festa nelle piazze di Mendrisio. Accanto alla Fondazione lavorano, tra gli altri, Pro Infirmis, la Fondazione OTAF e la SUPSI.
Un secolo fa al Canisio capitava di finivi per castigo. Il 10 ottobre l'invito sarà rivolto a tutti, senza bisogno di minacce. Tutte le informazioni sul sito dell’evento.