Lasciando Castel Gandolfo per rientrare in Vaticano, martedì 16 giugno Leone XIV si è brevemente fermato con i giornalisti che lo attendevano all’esterno della residenza pontificia ai Castelli Romani. Nel viaggio di ritorno dalla Spagna il Papa non ha tenuto la consueta conferenza stampa con i giornalisti a causa del guasto al volo papale che lo ha costretto a rientrare a Roma con l’aereo del Re di Spagna.
Il viaggio in Spagna
In Spagna – ha osservato il Pontefice – “la risposta entusiasta di così tante persone, in tutti i luoghi visitati, è stata straordinaria. La verità è che è stata una cosa bellissima. Ogni momento era preparato molto bene. Bisogna anche riconoscere il lavoro dei vescovi, di tanti collaboratori e di tanti volontari che in ogni luogo hanno lavorato per preparare tutto. È stato meraviglioso vedere la gente così contenta. Anch’io sono felice di aver potuto celebrare la fede insieme a loro. Non voglio entrare nella politica della Spagna, così come non entro nella politica di altri Paesi. Però l’invito è al dialogo, l’invito è ad ascoltarsi”.
Le consacrazioni volute dai lefebvriani
Il Papa poi interviene sul caso della Fraternità Sacerdotale San Pio X che si appresta il prossimo 1° luglio a nuove consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, incorrendo così nella scomunica latae sententiae. “Stiamo considerando di fare ancora un altro appello per dire non fate questo e cerchiamo di vivere la comunione nella Chiesa ma è la loro scelta, bisogna rendersi conto di ciò che significa per loro e per la Chiesa, la divisione fra i cristiani è sempre un punto doloroso.
Però loro rifiutano di accettare certi elementi fondamentali della Chiesa, cominciando da diversi punti del Concilio Vaticano II e questo mi dispiace però noi dobbiamo andare avanti”.
Politica italiana e remigrazione
Sulla questione della cosiddetta remigrazione, che ora imperversa in parte del dibattito politico italiano, Leone XIV è stato netto: “Ripeto quello che ho detto, specialmente alle Canarie del rispetto per la persona. Noi non conosciamo le ragioni per le quali queste persone hanno dovuto uscire dai loro paesi o per tante ragioni come violenza, guerra, conflitti e quindi semplicemente dire mandiamoli via, così noi ci laviamo le mani del problema non mi sembra la risposta più cristiana. Bisogna veramente rispettare ogni persona e vedere i casi, e soprattutto trattare con rispetto le persone, trattarle come persone”.
La prossima firma in Svizzera del memorandum tra Iran e Stati Uniti
E parlando del vertice vicino a Lucerna, in Svizzera, in cui venerdì prossimo Iran e Stati Uniti firmeranno il memorandum per porre la fine alla guerra il Papa ha osservato: “hanno ancora diversi punti da stabilire, però è sempre meglio farlo con il dialogo. Con la negoziazione e non tornando alla guerra, quindi auguro che sia veramente una soluzione e che la guerra davvero sia finita, così che possiamo andare avanti per bene di tutti ed eliminare tutte le armi nucleari. Cercare il bene di tutti i popoli e cercare come risolvere i problemi, anche a livello economico e sociale, che sono stati creati in questo campo”.
fonte: acistampa/redazionecatt