Una analisi profonda dei rischi dell' Intelligenza digitale, un invito a difendere voce e volto di ogni persone che "sono sacri", e un appello a responsabilità ed educazione, formazione al digitale per renderlo mezzo utile e non modo di condizionare i vulnerabili e fare soldi.
Il primo messaggio di Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema: Custodire voci e volti umani, mette bene in evidenza i rischi della Intelligenza Artificiale e del suo utilizzo indiscriminato.
E inizia con il riferimento biblico alla unicità della persona umana, voce e volto.
Per il Papa è chiaro che c'è "bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica."
Mai sottrarsi allo sforzo di pensare. Per il Papa "va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto". E "sebbene l’IA possa fornire supporto e assistenza nella gestione di compiti comunicativi, sottrarsi allo sforzo del proprio pensiero, accontentandoci di una compilazione statistica artificiale, rischia a lungo andare di erodere le nostre capacità cognitive, emotive e comunicative".
Il Papa descrive molte situazioni di pericolo me ricorda che si tratta di una vera questione antropologica e "la sfida che ci aspetta non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente. Sta a ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane, affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati. Questa alleanza è possibile, ma ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione" perché l'educazione mira a "rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile".
E l'appello alla responsabilità è per l'industria e la politica. "Come cattolici possiamo e dobbiamo dare il nostro contributo, affinché le persone, soprattutto i giovani, acquisiscano la capacità di pensiero critico e crescano nella libertà dello spirito. Questa alfabetizzazione dovrebbe inoltre essere integrata in iniziative più ampie di educazione permanente, raggiungendo anche gli anziani e i membri emarginati della società, che spesso si sentono esclusi e impotenti di fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici".
Per Leone XIV è chiaro che
"come la rivoluzione industriale richiedeva l’alfabetizzazione di base per permettere alle persone di reagire alla novità, così anche la rivoluzione digitale richiede un’alfabetizzazione digitale (insieme a una formazione umanistica e culturale) per comprendere come gli algoritmi modellano la nostra percezione della realtà, come funzionano i pregiudizi dell’IA, quali sono i meccanismi che stabiliscono la comparsa di determinati contenuti nei nostri flussi di informazioni (feed), quali sono e come possono cambiare presupposti e modelli economici dell’economia della IA".
E quindi, distorsioni, manipolazioni, notizie false, inesattezze, finti rapporti con esseri inesistenti si combattono con la verità della Persona creata unica da Dio:
"Volto e voce sono sacri. Ci sono stati donati da Dio che ci ha creati a sua immagine e somiglianza chiamandoci alla vita con la Parola che Egli stesso ci ha rivolto; Parola prima risuonata attraverso i secoli nelle voci dei profeti, quindi divenuta carne nella pienezza dei tempi".
Un testo di magistero che sarebbe utilissimo leggere nelle parrocchie, nelle scuole e soprattutto nelle redazioni.
fonte: acistampa