Sabato 7 marzo a Lugano l’Associazione Amici di Eugenio Corecco promuove un incontro di approfondimento con mons. Ettore Malnati. Al centro, la storica omelia di ordinazione del 1986: una lezione profetica su sinodalità e partecipazione.
C’è un filo rosso che lega la Lugano del 1986 a quella del 2026. È il pensiero di Eugenio Corecco, un pastore che non ha mai smesso di interrogare la coscienza della sua Chiesa. Per riscoprire la freschezza delle sue intuizioni, l’Associazione Amici di Eugenio Corecco invita soci e simpatizzanti sabato 7 marzo presso il Centro Cittadella di Lugano per un momento di preghiera e riflessione.
Un programma tra memoria e futuro
La mattinata si aprirà alle 09:00 con la S. Messa nella Cripta della Basilica del Sacro Cuore, celebrata da mons. Alain De Raemy, amministratore apostolico della diocesi di Lugano. Un inizio simbolico che prelude alla conferenza di mons. Ettore Malnati, profondo conoscitore del magistero corecchiano. Malnati analizzerà l’omelia di incardinazione episcopale di Corecco, un testo che oggi, in pieno cammino sinodale, appare di una modernità dirompente.
«Un Vescovo nasce nella Chiesa e dalla Chiesa»
Il cuore dell'incontro sarà la rilettura di quel 29 giugno 1986, quando Corecco esordì con una tesi netta: «Un Vescovo nasce nella Chiesa e dalla Chiesa». Non un'autorità calata dall'alto, ma un fratello tra i fratelli. Citando Sant'Agostino, Corecco amava ripetere: «Per voi sono Vescovo, con voi sono cristiano».
Il suo non era un vago richiamo affettivo, ma una visione strutturale. Per Corecco, la comunione è «un rapporto oggettivo e strutturale che determina tutte le componenti del nostro essere Chiesa». Un legame che precede la nostra stessa coscienza.
La profezia della sinodalità
Nelle parole di Corecco si ritrova l'essenza della sinodalità tanto cara a Papa Francesco. Il Vescovo sottolineava come la comunione si rompa quando i laici non assumono la propria «responsabilità secolare» o quando i ministri ordinati dimenticano la loro funzione di unità.
Corecco citava Hans Urs von Balthasar per spiegare la missione della Chiesa locale: fare in modo che «il tutto si realizzi nel frammento». Un richiamo a vivere l’universalità della fede senza chiudersi in particolarismi: «Ogni Chiesa che non apre se stessa all’orizzonte della universalità realizza in modo imperfetto l’unica Chiesa di Cristo».
Un invito alla partecipazione
L'assemblea sarà anche l'occasione per la parte amministrativa dell'Associazione e per il ritiro del bollettino del 30mo (versione online sul sito dell’Associazione). Ma, al di là dei bilanci, l'appuntamento del 7 marzo rappresenta un’opportunità per rimettere al centro la missione: testimoniare la fede «al di là di ogni barriera di sangue, di razza, di lingua e di cultura».
Riscoprire Corecco oggi significa tornare a credere che la Chiesa sia un «Corpo mistico» dove nessuno è straniero. Un invito che la Diocesi di Lugano è chiamata a raccogliere con rinnovato coraggio.