È “Il mistero eucaristico” il tema della quarta catechesi di Leone XIV sulla Sacrosanctum Concilium, la Costituzione che il Concilio Vaticano II ha dedicato alla liturgia. All’udienza generale, oggi 24 giugno, in piazza San Pietro, dopo il consueto giro in papamobile tra 25mila fedeli presenti, il Papa si sofferma sul senso della partecipazione all’Eucaristia.
Per i cristiani, prendere parte alla mensa del Signore significa infatti “essere formati dalla Parola di Dio, ristorarsi alla mensa del Corpo del Signore, rendere grazie a Dio”. È ricevendolo nella sua Parola e nell’Eucaristia che diventiamo ciò che riceviamo.
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Via dell’unione con Dio
Lo predicava sant’Agostino ai neobattezzati, nel Sermone 272, che, essendo i credenti “corpo di Cristo” e dunque “sue membra”, nel ricevere l’Eucaristia, “il corpo di Cristo”, “è il vostro mistero che ricevete”. Per questo il vescovo di Ippona esortava: “Siate ciò che vedete, e ricevete ciò che siete”. In pratica, chiarisce il Pontefice, “diventiamo il Corpo di cui il Capo è il Cristo risorto”, dunque l’Eucaristia è “il Pane del cammino, che ci conduce verso la Patria celeste”, e nella liturgia i fedeli divengono un’unica cosa con il celebrante.
L’assemblea liturgica offre il Sacrificio «non solo per le mani del sacerdote, ma anche unita a lui». In questa prospettiva, l’Eucaristia è la forma del sacrificio spirituale dei cristiani, in quanto via dell’unione con Dio e dell’unione reciproca.
Adottare lo stile di vita di Gesù
Insomma, partecipando all’Eucaristia i cristiani “imparano ‘ad offrire sé stessi e, di giorno in giorno, a essere consumati, per mezzo di Cristo, nell’unità con Dio e tra di loro’, specifica il Papa citando la Sacrosanctum Concilium.
Incorporandoci a Cristo, l’Eucaristia ci insegna ad adottare lo stile di vita del Signore Gesù stesso, contrassegnato dal dono gratuito di sé. Questo dono ci fa entrare, perciò, nella dinamica dell’unità, che offre un potente antidoto ai fermenti di divisione che minano il nostro mondo, le nostre comunità, le nostre famiglie, il nostro cuore.
L’ascolto della Parola e il Pane eucaristico
A proposito della celebrazione della Messa, il Papa spiega, inoltre, che consta della “Liturgia della Parola” e della “Liturgia eucaristica”, “così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto”, e indica in che modo viverle.
Quando partecipiamo all’Eucaristia siamo invitati ad ascoltare la Parola di Dio e a nutrirci alla mensa del Signore, dove Lui stesso si offre al Padre.
L’ascolto della Parola non consiste solamente nell’“acquisire un sapere intellettuale sulle Scritture”, sottolinea Leone, si tratta “di ricevere la Parola ‘viva ed efficace’” che Dio rivolge “a tutti”, la quale “nutre e alimenta insieme al Pane eucaristico” permettendo di “passare dalla decadenza del peccato alla vita nuova in Cristo”.
Lasciarsi trasformare dal mistero che si celebra
La Costituzione Sacrosanctum Concilium, poi, ha invitato ad offrire sempre di più “i tesori della Bibbia”, ricorda il Pontefice, perché si faccia conoscere più ampiamente la Parola di Dio, e per questo è nato successivamente “il Lezionario, cioè il libro che raccoglie tutte le Letture bibliche per le celebrazioni liturgiche”, facendo riferimento alla Tradizione, “che va dai Padri della Chiesa fino a noi”. È una “fonte di vita divina” cui attingere “con fede”, conclude Leone XIV, che infine sollecita tutti a lasciarsi “trasformare dal mistero” che si celebra.
E salutando i partecipanti all'udienza giunti da diversi Paesi, il Pontefice ribadisce l'importanza dell'Eucaristia per i cristiani. In essa è possibile trovare "le forze necessarie per promuovere la concordia e la carità nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità, spesso segnate da conflitti e divisioni", dice ai pellegrini francesi. Mentre a quelli portoghesi raccomanda "di non trascurare la preparazione alla Messa: interiormente, con la confessione frequente" e anche "facendo tacere i rumori" che impediscono l'ascolto della Parola di Dio". Nei saluti ai polacchi, poi, un suggerimento per "i bambini e i ragazzi".
Le vacanze sono un tempo di riposo e di ricerca dei segni di Dio nella bellezza del creato. Approfittatene per una maggiore partecipazione alla Santa Messa, la meditazione della Parola di Dio, i ritiri spirituali, i pellegrinaggi e gli incontri con i vostri cari.
Prima di impartire la sua benedizione il pensiero per i giovani, i malati e gli sposi novelli, con l'auspicio che san Giovanni Battista, di cui oggi si celebra la natività, possa aiutare "a riscoprire la vocazione battesimale per essere ovunque annunciatori lieti del Regno di Dio".
fonte: vaticannews