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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • Valentina Anzini

    L'Assemblea continentale europea: "Un evento che chiede tempo"

    di Valentina Anzini*

    Da domenica 5 febbraio a giovedì 9 febbraio 2023, la delegazione svizzera che partecipava online ai lavori dell'Assemblea sinodale continentale per l'Europa, si è riunita a Wislikofen, Canton Argovia. Sono stati giorni molto belli e proficui ma anche molto intensi, in quanto i ritmi erano molto serrati: collegamenti zoom con l’assemblea plenaria, per i lavori a gruppi, tra la delegazione a Praga e noi. Si è comunque trattata di un’esperienza straordinaria e incredibile: solo una settimana fa i partecipanti della delegazione svizzera non si conoscevano ancora, tutti impegnati in un cammino comune nella propria diocesi chiamato sinodalità. Durante i momenti di preghiera, i pasti, gli aperitivi, le pause caffè e le serata passate abbiamo avuto modo di conoscerci e condividere le nostre impressioni. La possibilità che ci è stata data di essere tutti riuniti assieme in uno stesso luogo è stata preziosissima (in zoom si è notato, infatti, che erano poche le delegazioni riunite come noi) perché ha permesso di sperimentare, anche nel nostro piccolo, la dimensione della sinodalità.

    La Chiesa del presente e del futuro è una Chiesa sinodale

    Una cosa è chiara: la Chiesa del presente e del futuro è una Chiesa sinodale. Cosa significhi questo, a volte, può sembrare meno chiaro. La sinodalità è un processo e la tappa che abbiamo vissuto ne è stata una fase: la fase dell’ascolto e del discernimento. È emerso chiaramente che ascoltare senza esprimere un giudizio oppure voler prendere una posizione non è affatto un esercizio facile. Tuttavia si tratta di un passo fondamentale perché solo così si può conoscere la realtà che è intorno a noi e comprenderla, cercare di discernere i segni dei tempi, cercare di discernere la voce dello Spirito, camminare assieme in una stessa direzione la cui meta, attualmente, tuttavia sembra ancora poco chiara.
    Gli interventi hanno anche mostrato chiaramente la necessità di un aggiornamento nella Chiesa. Si è parlato di diverse tensioni, radunabili tutte sotto una fondamentale tra “verità e misericordia” e si è visto che esse, come pure le ferite, nella Chiesa sono molto presenti. "Allargare la tenda" (come dice il titolo del documento proposto per l'Assemblea continentale) non significa pertanto scegliere a quale polo della tensione dar ragione o far fronte ma significa riuscire ad integrare le polarità così come la Chiesa raduna in sé in unità, le diversità presenti.

    I giovani, grandi assenti all'Assemblea sinodale

    Tra le varie tematiche emerse quando si parlava di inclusione, si è notato come tra i grandi assenti di questo sinodo c’erano anche i giovani, che sentono la Chiesa lontana dalle loro vite, non si sentono coinvolti e che non vengono aiutati a riconoscere la loro corresponsabilità che scaturisce dalla comune dignità di tutti i battezzati che è anche la loro. Segno, questo, che, nonostante sia stato dedicato loro un sinodo nel 2018, la Chiesa non è stata capace di mettere in atto concretamente quanto ascoltato allora.

    Un evento che chiede tempo

    Dopo un’esperienza simile, tuttavia, c’è bisogno anche di tempo. Tanto ascolto implica tanta riflessione e il tempo per quest’ultima è stato poco. Saranno i giorni o le settimane a venire che aiuteranno anche noi partecipanti a decantare e a comprendere a fondo tutto quanto è stato detto e a gettare lo sguardo in avanti verso quelli che saranno i prossimi passi della sinodalità. Certo è che, come affermato da card. Omella, Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, quello che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo è una tappa storica.

    *delegata nel gruppo online da Wislikofen e coordinatrice della Pastorale giovanile della diocesi di Lugano

    Leggi nel dossier su catt.ch gli altri contributi relativi al Sinodo e all'assemblea continentale europea

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