È la Chiesa il “luogo proprio della Sacra Scrittura” nel quale fiorisce il suo compito: "far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio". Una Parola che nutre il cammino di fede di ognuno, che spinge la Chiesa "anche al di là di se stessa", restituendo “verità” alla vita altrimenti immersa nel frastuono diffuso di tante “parole vuote”. Così Leone XIV nella catechesi all’udienza generale di oggi, 11 febbraio, in Aula Paolo VI, presenti più di 8 mila fedeli da tutto il mondo, dedicata ancora una volta alla Costituzione conciliare Dei Verbum.
Viviamo circondati da tante parole, ma quante di queste sono vuote! A volte ascoltiamo anche parole sagge, che però non toccano il nostro destino ultimo. La Parola di Dio, invece, viene incontro alla nostra sete di significato, di verità sulla nostra vita. Essa è l’unica Parola sempre nuova: rivelandoci il mistero di Dio è inesauribile, non cessa mai di offrire le sue ricchezze.
Condividere il pane con i fedeli
Nella comunità cristiana, afferma Papa Leone, la Parola ha il suo habitat perchè nella vita e nella fede della Chiesa trova "lo spazio in cui rivelare il proprio significato e manifestare la propria forza". Il Concilio Vaticano II, spiega ancora, ha mostrato come la Chiesa si sia sempre nutrita “del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del corpo di Cristo” e che condivide con i fedeli. La riflessione della Chiesa sulle Sacre Scritture, puntualizza il Pontefice, è dunque continua. Citando l’esortazione postsinodale di Papa Benedetto XVI Verbum Domini del 2010, ricorda che il legame tra la Parola e la fede mette in evidenza che “l’autentica ermeneutica della Bibbia non può che essere nella fede ecclesiale”.
Nella comunità ecclesiale la Scrittura trova dunque l’ambito in cui svolgere il suo compito peculiare e raggiungere il suo fine: far conoscere Cristo e aprire al dialogo con Dio.
Leggere le Scritture per conoscere Cristo
Lo “scopo ultimo” della lettura, dell’interpretazione e della meditazione della Scrittura, sottolinea il Pontefice, è “conoscere Cristo” e, attraverso di Lui, “entrare in rapporto con Dio”, come in una “conversazione, un dialogo”.
La Costituzione Dei Verbum ci ha presentato la Rivelazione proprio come un dialogo, nel quale Dio parla agli uomini come ad amici. Questo avviene quando leggiamo la Bibbia in atteggiamento interiore di preghiera: allora Dio ci viene incontro ed entra in conversazione con noi.
La Parola di Dio, fondamento e anima
La Parola di Dio, “affidata alla Chiesa e da essa custodita e spiegata”, svolge il “ruolo attivo” di dare “sostegno e vigore alla comunità cristiana”, è una fonte a cui non solo “tutti i fedeli sono chiamati ad abbeverarsi”, ma che deve anche guidare “chi svolge il ministero della Parola: vescovi, presbiteri, diaconi, catechisti”. "Prezioso - dice il Papa - è il lavoro degli esegeti e di quanti praticano le scienze bibliche; e centrale è il posto della Scrittura per la teologia, che trova nella Parola di Dio il suo fondamento e la sua anima".
Cristo, Parola vivente
La Parola di Dio imprime alla Chiesa un movimento in uscita: “la apre continuamente alla missione verso tutti”, conclude il Pontefice. Una Parola che vive nella Chiesa e che "è totalmente relativa a Gesù Cristo e si sperimenta che questa è la ragione profonda del suo valore e della sua potenza".
Cristo è la Parola vivente del Padre, il Verbo di Dio fatto carne. Tutte le Scritture annunciano la sua Persona e la sua presenza che salva, per ognuno di noi e per l’intera umanità. Apriamo dunque il cuore e la mente ad accogliere questo dono, alla scuola di Maria, Madre della Chiesa.
La preghiera per gli ammalati
L’appello all’unità dell’Europa giunge nell’odierna Giornata Mondiale del Malato. Il Papa per celebrarla, al suo arrivo in Aula Paolo VI, accende un cero davanti alla statua della Beata Vergine di Lourdes, nel giorno in cui la Chiesa celebra la sua memoria, mentre tutti cantano l'Ave Maria di Lourdes , e poi si raccoglie in preghiera nei Giardini Vaticani.
fonte: vaticannews