di Maria Acqua Simi
Quest’anno il Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli avrà un ospite d’eccezione: papa Leone XIV. L’ultima volta che un Papa ha varcato le soglie della Fiera di Rimini è stato nel 1982, con la storica visita di San Giovanni Paolo II. Era la terza edizione del Meeting, nato appena due anni prima dalla creatività di alcuni amici cristiani che vivevano l’esperienza di Comunione e Liberazione. Wojtyla arrivò per incontrare migliaia di persone alle prese con una domanda che, a distanza di 40 anni, non ha perso la sua attualità: come costruire una società capace di mettere al centro l’uomo? Nel suo discorso il Papa ricordò che i doni che l’uomo riceve da Dio – creatività, intelligenza, volontà, capacità di amare – sono da mettere in campo nel lavoro, in famiglia, nella cultura per costruire quella che definì «la civiltà dell’amore». «Costruite senza stancarvi mai questa civiltà! Lavorate per questo, pregate per questo, soffrite per questo!». Sono passati più di 40 anni, il mondo è cambiato. Ma non è cambiata la domanda di fondo: che cosa muove il cuore dell’uomo? Cosa può ancora mettere in dialogo persone che non condividono necessariamente la stessa fede, la stessa cultura, le stesse idee? A Rimini sono passate personalità che hanno segnato la vita religiosa, politica e culturale del nostro tempo: da Madre Teresa di Calcutta al card. Joseph Ratzinger; dal Dalai Lama a Lech Wałesa, presidente della Polonia e simbolo della resistenza al comunismo. Negli anni sono arrivati politici, intellettuali, scienziati, artisti, imprenditori e uomini di fede: Giulio Andreotti, Giorgio Napolitano, Sergio Mattarella, il filosofo Emmanuel Lévinas, lo scrittore Eugène Ionesco, il regista Andrej Tarkovskij, il direttore d’orchestra Riccardo Muti, il premio Nobel Carlo Rubbia, il tenore José Carreras. Un elenco inevitabilmente parziale, ma che documenta come il Meeting non abbia dimenticato la consegna di Wojtyla. Il titolo scelto per l’edizione di quest’anno è infatti il verso con cui Dante conclude la Divina Commedia: «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Mostre, incontri, spettacoli saranno allora l’occasione per interrogarsi sull’amore come principio capace di tenere insieme la realtà: la pace e il conflitto, l’educazione, il lavoro, la tecnologia e l’IA, il rapporto fra culture e religioni, l’Europa, i giovani. Papa Leone incontrerà tutto questo. Visiterà alcune mostre, tra cui quella dedicata a S. Agostino, il Villaggio dei ragazzi e infine sarà accolto dal popolo del Meeting in Auditorium; il suo intervento sarà trasmesso in tutti gli spazi della Fiera. Non sappiamo ancora cosa dirà alle migliaia di persone presenti da tutto il mondo. Quel che è certo è che la sua visita non sarà un appuntamento tra tanti. Per capire perché, bisogna guardare a ciò che rende possibile il Meeting ancora prima dei suoi ospiti, dei suoi palchi e dei suoi eventi: i volontari, molti anche dal Ticino. Uomini, donne e studenti di tutte le età che dedicano gratuitamente parte delle loro vacanze per realizzare questa avventura culturale internazionale. Lo fanno animati da quel desiderio di bellezza, verità e giustizia che don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, definì «esperienza elementare». Dante chiamava «amore» ciò che muove il sole e le altre stelle. A Rimini, ora, c’è l’attesa di ascoltare Leone XIV. Per scoprire, nelle sue parole, che cosa può ancora mettere in movimento il cuore dell’uomo.