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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (27 febbraio 2026)
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  • Scuole cattoliche, un nuovo documento su identità, sfide e punti critici

    Educare è una passione che si rinnova sempre: parte da questo principîo l’istruzione della Congregazione per l’Educazione cattolica diffusa oggi e intitolata "L’identità della scuola cattolica per una cultura del dialogo". Uno strumento sintetico e pratico basato su due motivazioni: "La necessità di una più chiara consapevolezza e consistenza dell’identità cattolica delle istituzioni educative della Chiesa in tutto il mondo" e la prevenzione di "conflitti e divisioni nel settore essenziale dell’educazione".

    L’importanza di un Patto educativo globale

    Suddiviso in tre parti, il documento analizza la missione evangelizzatrice della Chiesa come madre e maestra; si sofferma sui vari soggetti che operano nel mondo scolastico e analizza alcuni punti di criticità, nel contesto del mondo globalizzato e multiculturale contemporaneo. Se triplice è la struttura, unico tuttavia è l’orizzonte dell’Istruzione, ovvero quel Patto educativo globale fortemente voluto da Papa Francesco, affinché la Chiesa, forte e unita nel campo della formazione, possa portare avanti la sua missione evangelizzatrice e contribuire alla costruzione di un mondo più fraterno.

    La Chiesa è madre e maestra

    Nella prima parte del documento, intitolata "Le scuole cattoliche nella missione della Chiesa", si sottolinea che la Chiesa è "madre e maestra": la sua azione educativa, dunque, non è "un’opera filantropica", bensì parte essenziale della sua missione, basata su determinati principî fondamentali: il diritto universale alla formazione; la responsabilità di tutti — in primo luogo dei genitori che hanno il diritto di compiere in piena libertà e secondo coscienza le scelte educative per i loro figli, e poi dello Stato che ha il dovere di rendere possibili differenti opzioni educative nell’ambito della legge — il dovere di educare, precipuo della Chiesa, nel quale si intrecciano evangelizzazione e promozione umana integrale; la formazione iniziale e permanente degli insegnanti, affinché siano testimoni di Cristo; la collaborazione tra genitori e docenti e tra scuole cattoliche e non cattoliche; il concetto di scuola cattolica come "comunità" permeata dello spirito evangelico di libertà e carità, che forma e apre alla solidarietà. In un mondo multiculturale, inoltre, si ricorda anche "una positiva e prudente educazione sessuale", elemento non trascurabile che gli studenti devono ricevere, man mano che crescono.

    Il dialogo tra ragione e fede

    Radicata su principî evangelici che sono, al contempo, "norme educative, motivazioni interiori e insieme mete finali", la scuola cattolica — sottolinea l’Istruzione — è quella che pone Gesù Cristo al centro della concezione della realtà e pratica il dialogo tra ragione e fede per aprirsi alla verità e "dare risposta ai più profondi interrogativi dell’animo umano che non riguardano soltanto la realtà immanente". Aperta a tutti, in particolare ai più deboli nell’ottica di "una profonda carità educativa", la scuola cattolica ha bisogno di educatori, laici e consacrati, che siano "competenti, convinti e coerenti, maestri di sapere e di vita, icone imperfette, ma non sbiadite dell’unico Maestro". Professionalità e vocazione, quindi, dovranno andare di pari passo per insegnare ai giovani la giustizia, la solidarietà e, soprattutto, "la promozione di un dialogo che favorisca una società pacifica". Ciò è quanto mai importante oggi, dato che "la scuola cattolica si trova in una situazione missionaria anche in Paesi di antica tradizione cristiana" e quindi la sua testimonianza deve essere "visibile, incontrabile e consapevole". Soggetto ecclesiale che mette in pratica "la grammatica del dialogo", gli istituti formativi cattolici diventano così "una comunità educativa" in cui si respira, con fiducia, l’autentica concordia e la convivialità delle differenze.

    L’educazione alla cultura della cura

    Ma non solo: la missione educativa della Chiesa rientra in un progetto pastorale più ampio, quello dell’essere “in uscita” e “in movimento”. Quest’ultimo sarà "di squadra, ecologico, inclusivo e pacificatore", ovvero partirà dalla collaborazione di ciascuno; contribuirà all’equilibrio con il sé, con gli altri, con il Creato e con Dio; includerà tutti e genererà armonia e pace. La scuola cattolica ha anche il compito di educare alla "cultura della cura", per veicolare quei valori fondati sul riconoscimento della dignità di ogni persona, comunità, lingua, etnia, religione, popoli e di tutti i diritti fondamentali che ne derivano. Vera e propria "bussola" della società — conclude la prima parte dell’Istruzione —, la cultura della cura forma persone dedite all’ascolto, al dialogo costruttivo e alla mutua comprensione.

    La promozione dell’identità cattolica

    La seconda parte del documento è dedicata, invece a "I soggetti responsabili per la promozione e la verifica dell’identità cattolica". Partendo dal presupposto secondo il quale "tutti hanno l’obbligo di riconoscere, rispettare e testimoniare l’identità cattolica della scuola, esposta ufficialmente nel progetto formativo", si sottolinea l’importanza di proteggerne principi e valori, anche con "la coerente sanzione di trasgressione e di delitti, applicando rigorosamente le norme del diritto canonico, nonché del diritto civile".

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