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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (11 gennaio 2026)
  • Papa Leone al Concistori

    Concistoro: ascolto, Concilio come bussola, sinodalità nell'intervento conclusivo del Papa

    Non era un tema specifico del Concistoro straordinario, svoltosi il 7 e l’8 gennaio in Vaticano, eppure il Papa ai circa 170 cardinali, elettori e non, provenienti da ogni continente, ha voluto menzionare un problema che “ancora oggi è veramente una ferita nella vita della Chiesa in tanti luoghi” e, cioè, “la crisi” generata dagli abusi sessuali. Un tema denunciato a più riprese dal Papa statunitense in questi mesi di pontificato. Anche nel Concistoro - tutto incentrato sulle tematiche di sinodalità e missione, votate a maggioranza dai porporati – Leone XIV non ha voluto far mancare un cenno a questa piaga nella Chiesa. Lo ha fatto nel discorso conclusivo delle due giornate di lavoro, del quale oggi, 10 gennaio, è stato pubblicato il testo integrale.

    LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV A CONCLUSIONE DEL CONCISTORO

    “L’abuso stesso causa una ferita profonda che forse dura tutta la vita; ma tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori”, ha affermato il Papa nel suo intervento in Aula Paolo VI. Ad attestare la sua denuncia c’è la testimonianza di una vittima con la quale ha avuto modo di parlare di recente: “Mi ha detto che veramente per lei la cosa più dolorosa era precisamente che nessun vescovo voleva ascoltarla. E quindi anche lì: l’ascolto è profondamente importante”, ha sottolineato Papa Leone.

    Prossimi appuntamenti

    L’ascolto, tema caro al Papa, è una necessità anche tra il Successore di Pietro e il Collegio cardinalizio. Per questo Leone XIV ai cardinali ha chiesto di proseguire il cammino del Concistoro così da approfondire la conoscenza reciproca, corroborare il dialogo, implementare la sinodalità. Ha quindi annunciato di “continuare gli incontri” per il futuro, “però forse di più giorni, una volta all’anno: tre o quattro giorni, come qualche gruppo ha suggerito. Un primo giorno di riflessione, di preghiera, di incontro, poi due o tre giorni di lavoro”.

    Intanto per quest’anno ha dato appuntamento a fine giugno per un secondo Concistoro, ipotizzando una data in prossimità della Solennità dei Santi Pietro e Paolo. “Vorrei suggerire così che, per quest’anno, facciamo una seconda volta due giorni”, ha detto, incoraggiando anche i cardinali che “hanno difficoltà a motivo delle risorse economiche” a chiedere aiuto: “Parlate. E penso che anch’io, anche noi, possiamo vivere un po’ di solidarietà gli uni con gli altri, e ci saranno maniere, con persone generose che aiuteranno”.

    Inviare per iscritto proposte e valutazioni

    “Il confronto è destinato a proseguire”, ha assicurato il Papa. E in tal senso, ha chiesto ai porporati di “trasmettere per iscritto” le proprie valutazioni sui quattro temi proposti – oltre a sinodalità e missionarietà, anche la liturgia e la costituzione Praedicate Evangelium -, come pure delle valutazioni sul Concistoro “nel suo insieme” e sul “rapporto dei cardinali con il Santo Padre e con la Curia Romana”. “Anch’io – ha promesso - mi riservo di leggere con calma relazioni e messaggi personali e poi, più avanti, darvi un feedback, una risposta e continuare il dialogo”.

    Grato ai presenti e vicino agli assenti

    Nel suo intervento finale, il Papa ha poi tracciato un bilancio positivo di questa prima esperienza di collegialità che, ha evidenziato, “è intimamente connessa a quanto abbiamo vissuto al Conclave”, prima del quale, alle congregazioni generali, molti dei porporati avevano espresso “il desiderio di conoscerci e di poter dare il vostro contributo e sostegno”. Il Concistoro ha dunque rappresentato “un momento privilegiato per esprimere la missione della Chiesa e per farlo insieme, in comunione”. Leone si è detto “profondamente grato” per la presenza e la partecipazione dei cardinali, “tutte orientate a sostenermi nel mio servizio di successore di Pietro”. In particolare ha espresso gratitudine ai più anziani che hanno fatto lo sforzo di venire: “La loro testimonianza è davvero preziosa”. E, al tempo stesso, ha manifestato vicinanza ai cardinali di varie parti del mondo impossibilitati a venire, per diverse ragioni: “Siamo con voi e vi sentiamo vicini!”. “Personalmente – ha aggiunto - ho sentito una profonda comunione e sintonia con tutti voi e tra tanti interventi".

    L'importanza della formazione

    Soffermandosi sugli spunti emersi durante i lavori, in particolare quelli dei 20 gruppi divisi per lingua, Papa Leone ha rilevato la questione della importanza della formazione. La “formazione di tutti” - nei seminari, dei sacerdoti, dei vescovi, dei laici collaboratori - che “dev’essere radicata nella vita ordinaria e concreta della Chiesa locale, delle parrocchie e di tanti altri luoghi significativi dove si incontrano le persone, in particolare quelle che soffrono”. Difficile in poco tempo entrare a fondo di un tema del genere; è necessario, perciò, che il lavoro ordinario sia “occasione di formazione e crescita per coloro con cui lavoriamo, a tutti i livelli, da quello parrocchiale alla Curia Romana”. Un esempio, sono le visite pastorali e tutti gli organismi di partecipazione “da rivitalizzare”.

    Sinodalità e missione, temi radicati nel Concilio

    Quando ai due temi votati dai cardinali per il Concistoro, il Papa ha ribadito che essi “sono profondamente radicati nel Concilio Vaticano II e in tutto il cammino che è scaturito dal Concilio”. Un cammino di cui non sarà mai abbastanza sottolinearne l’importanza: “Questo cammino è un processo di vita, di conversione, di rinnovamento di tutta la Chiesa”. Gli altri due temi proposti, non sono stati “necessariamente centrali” nei due giorni di Concistoro, ma, ha chiarito Papa Leone, “sono fortemente connessi agli altri temi e al Concilio”. Perciò “non sono stati dimenticati e non saranno dimenticati”.

    Il servizio della Curia

    In particolare il Papa ha fatto cenno al lavoro dei Dicasteri nello spirito di Praedicate Evangelium, con il loro servizio al Papa e alle Chiese particolari. La Praedicate Evangelium – la costituzione apostolica pubblicata nell’ottobre 2022, con cui Francesco ha riformato la Curia romana – mette in evidenza l’esigenza di “meglio armonizzare” il servizio della Curia col cammino di evangelizzazione. In questa prospettiva, Leone XIV ha assicurato il suo impegno per offrire ai cardinali e alla Chiesa intera “una struttura di relazioni e di servizio, capace di supportare e appoggiare voi e le Chiese locali, per affrontare insieme con maggiore pertinenza e incisività le attuali sfide della missione”.

    “Tutto questo – ha proseguito - è collegato al cammino di implementazione del Sinodo, che prosegue e avrà una tappa fondamentale nell’Assemblea ecclesiale programmata per il 2028”. “Vi incoraggio ad essere fermento di questo cammino" per la missione della Chiesa e al servizio dell’annuncio del Vangelo.

    Sostegno a chi soffre guerre e violenze

    A conclusione del suo discorso, il Papa ha esortato a trasmettere speranza al mondo di oggi: “Non siamo riuniti qui sordi alla realtà della povertà, della sofferenza, della guerra, della violenza che affligge tante tante Chiese locali. E qui, con loro nei nostri cuori, vogliamo dire anche che siamo vicini a loro. Molti di voi siete venuti da Paesi dove state vivendo con questa sofferenza della violenza e della guerra”. Di questo cammino di speranza bisogna farsi carico anche davanti ai giovani. La speranza, cioè, vissuta nel Giubileo appena concluso: “Abbiamo chiuso la Porta Santa, ma ricordiamo: la porta di Cristo e del suo amore rimane sempre aperta!”.

    Vatican News

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