Non esiste una Chiesa ideale e pura, separata dalla terra, ma solo l’unica Chiesa di Cristo, incarnata nella storia.
Papa Leone XIV all’udienza generale in Piazza San Pietro incentrata sul tema: “La Chiesa, realtà visibile e spirituale” e preceduta da un lungo giro in papamobile, prosegue la riflessione sulla Costituzione dogmatica conciliare Lumen Gentium, si sofferma sulla Chiesa definita nel documento come “una realtà complessa”. Indagando sull’essere “comunità terrena e corpo mistico di Cristo”, il Pontefice evidenzia come la dimensione umana della Chiesa, segnata dalla “piccolezza” e dalla “fragilità dei suoi membri”, si leghi proprio attraverso gli uomini alla manifestazione della presenza di Cristo. È il “metodo di Dio”, un perenne miracolo nel quale Lui si mostra nella “debolezza delle creature, continuando a manifestarsi e ad agire”.
Questo ci rende capaci ancora oggi di edificare la Chiesa: non soltanto organizzando le sue forme visibili, ma costruendo quell’edificio spirituale che è il corpo di Cristo, attraverso la comunione e la carità tra di noi.
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La complessità della Chiesa
Parte da una domanda Papa Leone nella quale si chiede come definire la complessità della Chiesa. Sa che si potrebbe rispondere che la complessità è complicazione, “difficile da spiegare”, ma si lega anche la fatica di un’istituzione “carica di duemila anni di storia, con caratteristiche diverse rispetto a ogni altra aggregazione sociale o religiosa”. Il Pontefice ricorda però che il termine “complessa” in latino fa riferimento alla “unione ordinata di aspetti o dimensioni diverse all’interno di una medesima realtà”.
Per questo la Lumen gentium può affermare che la Chiesa è un organismo ben compaginato, nel quale convivono la dimensione umana e quella divina, senza separazione e senza confusione.
La dimensione umana della Chiesa
“La Chiesa – afferma il Papa - è una comunità di uomini e donne che condividono la gioia e la fatica di essere cristiani, con i loro pregi e difetti, annunciando il Vangelo e facendosi segno della presenza di Cristo che ci accompagna nel cammino della vita”. Definendola solo così però si esclude la dimensione divina della Chiesa stessa e ci si ferma al suo essere una realtà con una “organizzazione istituzionale”.
La dimensione divina, aggiunge Leone, “non consiste in una perfezione ideale o in una superiorità spirituale dei suoi membri, ma nel fatto che la Chiesa è generata dal disegno d’amore di Dio sull’umanità, realizzato in Cristo”. È dunque al tempo stesso “una realtà insieme umana e divina, che accoglie l’uomo peccatore e lo conduce a Dio”.
La Chiesa, perciò, è allo stesso tempo comunità terrena e corpo mistico di Cristo, assemblea visibile e mistero spirituale, realtà presente nella storia e popolo pellegrinante verso il cielo.