“Sono qui per ascoltare”. Papa Leone apre il Concistoro straordinario da lui convocato in Vaticano per oggi 7 gennaio, e domani giovedì 8, e indica come metodologia dei lavori quella appresa durante le due assemblee del Sinodo dei Vescovi (2023 e 2024), ovvero l’ascolto. “Non dobbiamo arrivare a un testo, ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa tutta”, afferma il Pontefice nel suo discorso d’apertura in Aula del Sinodo, dove è riunita gran parte dei membri del Collegio cardinalizio.
“Ogni momento di questo tipo è un’opportunità per approfondire il nostro apprezzamento condiviso per la sinodalità”, sottolinea il Papa.
Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio
Una prefigurazione del cammino futuro
“Questa nostra giornata e mezza insieme sarà una prefigurazione del nostro cammino futuro”, rimarca. “Anche dal modo con cui impariamo a lavorare insieme, con fraternità e sincera amicizia, può iniziare qualcosa di nuovo, che mette in gioco presente e futuro”.
Il Papa ribadisce ai porporati natura e obiettivi di questo importante appuntamento: “Un momento di comunione e di fraternità, di riflessione e di condivisione, volto a sostenere e consigliare il Papa nella gravosa responsabilità del governo della Chiesa universale”.
Missione, Praedicate Evangelium, Sinodo, liturgia
Quattro i temi sui quali si snoderà la riflessione comunitaria. Anzitutto, l’Evangelii gaudium, l’esortazione apostolica road-map del pontificato di Francesco e quindi - spiega Leone - “la missione della Chiesa nel mondo di oggi”. Poi la costituzione apostolica Praedicate Evangelium, vale a dire “il servizio della Santa Sede, specialmente alle Chiese particolari”. Ancora, le tematiche di “Sinodo e sinodalità, strumento e stile di collaborazione” e la “liturgia, fonte e culmine di vita cristiana”.
Per ragioni di tempo e per favorire un reale approfondimento, solo due di questi temi saranno oggetto di una trattazione specifica. I cardinali, divisi in 20 gruppi, contribuiranno alla scelta delle tematiche, ma – spiega il Papa – “poiché per me è più facile chiedere consiglio a coloro che lavorano nella Curia e vivono a Roma, i gruppi che riferiranno saranno i 9 provenienti dalle Chiese locali”.
Gli argomenti scelti saranno approfonditi a partire da una domanda-guida: Guardando al cammino dei prossimi uno o due anni, quali attenzioni e priorità potrebbero orientare l’azione del Santo Padre e della Curia sulla questione?
“Non multa sed multum!”
Il modo di procedere nel Concistoro lo chiarisce il Papa stesso: “Ascoltare la mente, il cuore e lo spirito di ciascuno; ascoltarsi l’un l’altro; esprimere solo il punto principale e in modo molto breve, così che tutti possano parlare”. “Non multa sed multum!”, dice, citando gli antichi romani. E sottolinea che “in futuro, questo stile di ascolto reciproco, cercando la guida dello Spirito Santo e camminando insieme, continuerà ad essere di grande aiuto per il ministero petrino che mi è stato affidato”.
L'insegnamento della Lumen Gentium
Leone XIV attinge poi alla Lumen Gentium, la costituzione del Concilio Vaticano II, per ribadire che la “visione” della luce del Signore che “permette a tutti i popoli di camminare in mezzo alle tenebre del mondo”. Una visione che ha trovato espressione nei pontificati di San Paolo VI e di San Giovanni Paolo II e che anche Benedetto XVI e Francesco hanno raccolto e rilanciato, riassumendola in una parola: attrazione.
La forza dell'attrazione
Papa Benedetto, ricorda Leone XIV, lo ha fatto nell’omelia di apertura della Conferenza di Aparecida (2007), quando pronunciò la nota frase: “La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per attrazione”. Papa Francesco si è trovato “perfettamente in accordo” con questa impostazione e l’ha ripetuta più volte in diversi contesti. Anche Leone XIV ora la riprende e la condivide con i cardinali, spiegando – ancora ispirato a Benedetto XVI – che la “forza” che presiede a questo movimento di attrazione è la Charis, l’Agape, l’Amore di Dio incarnato in Cristo e donato alla Chiesa.
In effetti non è la Chiesa che attrae ma Cristo, e se un cristiano o una comunità ecclesiale attrae è perché attraverso quel ‘canale’ arriva la linfa vitale della Carità che sgorga dal Cuore del Salvatore
Significativo, in tal senso, che Papa Francesco ha iniziato il suo pontificato con Evangelii gaudium “sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale” e lo ha concluso con Dilexit nos “sull’amore divino e umano del Cuore di Cristo”.
Modello di collegialità
“L’unità attrae, la divisione disperde”, evidenzia il Pontefice, “mi pare che lo riscontri anche la fisica, sia nel micro che nel macrocosmo”. Dunque, “per essere Chiesa veramente missionaria, cioè capace di testimoniare la forza attrattiva della carità di Cristo, dobbiamo anzitutto mettere in pratica il suo comandamento”: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.
Questo è, quindi, per Papa Leone XIV, il punto di partenza per questo primo Concistoro e per il cammino collegiale da compiere. “Siamo un gruppo molto variegato, arricchito da molteplici provenienze, culture, tradizioni ecclesiali e sociali, percorsi formativi e accademici, esperienze pastorali e, naturalmente, caratteri e tratti personali”, evidenzia. “Siamo chiamati prima di tutto a conoscerci e a dialogare per poter lavorare insieme al servizio della Chiesa”.
Spero che potremo crescere nella comunione per offrire un modello di collegialità.
fonte: vaticannews