Sabato 6 giugno 2026, la sede delle Scuole San Benedetto in zona Resega a Porza ha accolto oltre 600 tra allievi, familiari e amici per la tradizionale festa di fine anno scolastico. Tre scuole riunite — la Scuola Media Parsifal, la Scuola Elementare Il Piccolo Principe e la Scuola dell’Infanzia La Carovana — per celebrare non solo la conclusione di un percorso, ma il valore di una comunità che cresce insieme, anno dopo anno, nel segno dell'educazione integrale della persona.
La mattina delle scoperte: i lavori degli allievi in mostra
La festa è cominciata con il ritmo quieto e curioso del mattino, quando le aule e gli spazi comuni si sono trasformati in piccole gallerie d'esposizione. Gli allievi hanno presentato a genitori e amici i lavori realizzati nel corso dell'anno: cartelloni, elaborati, progetti interdisciplinari. Ma a colpire non è stata soltanto la qualità dei lavori in sé, bensì il modo in cui i ragazzi ne hanno parlato. Con naturalezza, con orgoglio, con quella passione genuina che nasce dal sapere di aver davvero fatto qualcosa di bello. I genitori si fermavano, ascoltavano, facevano domande. Più di una famiglia ha lasciato quella mattina con uno sguardo diverso sul proprio figlio: stupita dalla crescita, commossa dalla maturità.
Sport, tradizioni e laboratori: una giornata per tutte le età
Il pomeriggio ha offerto il meglio di quella vivacità che contraddistingue le feste della San Benedetto. Il torneo di calcio e quello di pallavolo hanno animato i campi con entusiasmo e spirito agonistico, mentre la storica gara delle macchinine — ormai un appuntamento irrinunciabile nella memoria affettiva della scuola — ha saputo, come ogni anno, mettere in fila bambini e adulti con la stessa eccitazione. Laboratori pensati per i più piccoli hanno completato il quadro, garantendo a ogni fascia d'età un angolo di gioco e scoperta.
«Un'avventura chiamata scuola»: la testimonianza che ha emozionato
Tra tutti i momenti della giornata, uno si è distinto per profondità e intensità. Eugenio Bonetti, Direttore della Scuola Media Parsifal, e Francesca Beretta Piccoli, Direttrice della Scuola Elementare Il Piccolo Principe, hanno offerto al pubblico una testimonianza pubblica dal titolo significativo: «Un'avventura chiamata scuola».
Non si è trattato di un discorso istituzionale, né di un bilancio di fine anno. I due direttori hanno scelto di condividere qualcosa di più intimo: il racconto di come sono arrivati al mondo della scuola, e alla San Benedetto in particolare. Due storie personali, diverse nei percorsi ma convergenti nel cuore — perché entrambe parlano di una scelta che va ben oltre la professione. Una scelta di dedizione alle persone: agli allievi, certo, ma anche ai docenti, alle famiglie, a quel tessuto di relazioni che rende una scuola un luogo vivo. La cura dei rapporti, l'attenzione ai progetti, la presenza discreta ma costante nei momenti difficili: il pubblico ha ascoltato in silenzio, e più di uno ha trattenuto le lacrime.
La Messa, la cena e il concerto dei docenti
Nel cuore del pomeriggio, la celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Emanuele di Marco ha offerto alla comunità un momento di raccoglimento e di gratitudine. In una giornata densa di movimento e allegria, quella sosta spirituale ha avuto il sapore di una pausa necessaria: un invito a dare nome a ciò che si stava vivendo, a riconoscere nella gioia condivisa qualcosa che la precede e la sostiene.
A seguire la cena comunitaria ha avvicinato famiglie e insegnanti attorno ai tavoli in un clima conviviale. La serata si è poi conclusa nel modo più festoso possibile: con il concerto della San Benedetto's Band, ensemble del tutto speciale composto da docenti, genitori ed ex allievi, rivelando un lato insolito e prezioso di chi abita questa scuola: non solo guide dentro le aule, ma persone che vivono, suonano, cantano. Una formazione che, da sola, dice molto sull'identità di questo luogo: qui la scuola non finisce con il diploma o con l'ultimo giorno di lezione. Chi l'ha vissuta continua a farne parte, a tornare, a contribuire.
Una comunità che si meraviglia insieme
Seicento persone che ballano, mangiano, applaudono, si guardano negli occhi e dicono “com'è cresciuto!”. Non è poco, in un'epoca individualista. La Festa di fine anno delle Scuole San Benedetto non è una semplice celebrazione di chiusura: è una riaffermazione di ciò che una scuola può e vuole essere. Un luogo in cui l'educazione non si misura soltanto nei voti o nelle competenze acquisite, ma nella qualità delle relazioni, nella testimonianza degli adulti, nella meraviglia dei figli e nel modo in cui tutto questo si trasmette, di generazione in generazione, come si fa con le cose che contano davvero.