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Successo per le Giornate della gioventù nella Svizzera tedesca a Stans

Sotto un sole splendente si sono svolte a Stans (Canton Nidvaldo), il 13 e 14 giugno 2026, le Giornate Mondiali della Gioventù svizzere, sul tema: «Abbiate il coraggio di puntare su Gesù». All’evento hanno partecipato due vescovi: Alain de Raemy e Joseph Maria Bonnemain.

di Stefan Betschon / kath.ch

A poca distanza dalla stazione di Stans, capoluogo del Canton Nidvaldo, si trova un grande Buddha. La statua adorna un noto bar dove, secondo la guida turistica di Nidwalden Tourismus, si ritrovano «i giovani e coloro che sono rimasti giovani».

Nel pomeriggio di sabato 13 giugno, numerosi giovani passeggiano nel centro del paese. Ma non è il bar ad attirare la loro attenzione: la loro meta è la chiesa cattolica dei Santi Pietro e Paolo, la vicina casa parrocchiale e il parco Steinmättli, principali luoghi d’incontro delle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG) svizzere. Sono lì per vivere, come recita l’invito, «giornate piene di comunione, fede e gioia».

Il tempo è magnifico: non una nuvola in cielo e un caldo estivo soffocante. Viene quasi da compatire i sacerdoti e i religiosi vestiti di nero che si mescolano ai giovani nel parco!

Anche due vescovi hanno raggiunto Stans per il fine settimana. Mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico di Lugano, ha celebrato la Messa del sabato mattina. La Messa di domenica, presieduta da Mons. Joseph Maria Bonnemain, vescovo di Coira, ha rappresentato il momento culminante e la conclusione di queste GMG.

Una ventina di laboratori

Tra le celebrazioni religiose sono stati proposti momenti formativi per aiutare i giovani a scoprire la fede come fonte di forza nella vita quotidiana. Era possibile scegliere tra una ventina di laboratori: «Comprendere la fede», «Vivere la fede», «Ispirarsi ai santi», «Progettare la propria vita e vocazione»…

Si è parlato, tra l’altro, del «santo patrono nazionale, San Nicolao e dell’Accordo di Stans», oppure dell’impegno di volontariato nella Chiesa. Ma anche di come «lodare Dio attraverso la danza». Del resto, Sant’Agostino non diceva forse che chi non sa danzare avrà difficoltà ad avvicinarsi agli angeli?

Nel cuore del parco Steinmättli erano inoltre presenti alcuni stand gestiti da rappresentanti della Fraternità Sacerdotale San Pietro, dell’Opus Dei e dell’Ordine Teutonico. Poco più in là, una bottega del monastero di Oremus offriva bevande rinfrescanti ai visitatori.

Sul palco con Gesù

Nel tardo pomeriggio di sabato, su un palco allestito tra il parco Steinmättli e il Buddha-Bar, il rapper svizzero Laprit, vestito di bianco, ha conquistato il giovane pubblico.

Come lui stesso ha raccontato, ha attraversato periodi molto difficili, segnati dall’incertezza e perfino dalla disperazione. In quei momenti, però, ha trovato qualcuno che lo ha accolto, rialzato e fortificato, qualcuno che gli ha mostrato la strada: Gesù Cristo.

(cath.ch/kath.ch/sb/lb/traduzione e adattamento catt.ch)

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