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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (3 aprile 2025)
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  • Svizzera: per la prima volta i senza religione superano i cattolici

    Con una quota del 34%, nel 2022, in Svizzera la popolazione senza appartenenza religiosa ha superato per la prima volta quella di credo cattolico (32%). Mentre negli ultimi anni questa comunità religiosa, al pari di quella delle persone evangelico-riformate, è diminuita costantemente, dal 2010 il gruppo senza appartenenza religiosa è aumentato di oltre 13 punti percentuali e nei Cantoni di Basilea Città e Neuchâtel costituisce addirittura la maggioranza della popolazione.

    Le persone senza appartenenza religiosa sono in media piuttosto giovani; infatti, nel 2022 tra le persone della fascia di età dai 25 ai 34 anni la loro quota ammontava al 42%. Questo è quanto emerge dagli ultimi risultati riguardanti le religioni tratti dalla rilevazione dell’Ufficio federale di statistica (UST).

    Nel 2022 oltre un terzo (34%) della popolazione dai 15 anni in su non apparteneva più ad alcuna comunità religiosa. Questa fascia è assurta così per la prima volta a gruppo più numeroso in Svizzera, superando la popolazione cattolica, che, con il 32%, costituisce il secondo gruppo più numeroso, davanti ai membri della Chiesa evangelico-riformata (21%) e a quelli di altre comunità religiose (13%), che sono soprattutto altre comunità cristiane e islamiche (6% ciascuna).

    Grandi differenze tra i Cantoni

    La quota di persone senza appartenenza religiosa varia molto da Cantone a Cantone. Nei Cantoni di Basilea Città (56%) e Neuchâtel (53%), ad esempio, la maggioranza della popolazione non appartiene ad alcuna comunità religiosa, mentre in alcuni dei Cantoni della Svizzera centrale, ovvero Nidvaldo (24%), Obvaldo (22%) e Uri (19%), tale quota è meno della metà delle prime due citate. La quota minore si rileva nel Cantone di Appenzello Interno (15%). In generale, nelle aree rurali della Svizzera le persone senza appartenenza religiosa sono meno rappresentate rispetto a quanto si osserva nelle aree urbane (il 28% contro il 36%). 

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