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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 febbraio 2026)
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  • Liliana Segre con Francesco Muratori

    A "Strada Regina" la voce di Liliana Segre in una pagina di storia da approfondire

    Pochi giorni fa sono stati pubblicati i risultati della ricerca negli archivi vaticani su Pio XII. Dalle numerose carte, private ed inedite, è spuntata una lettera che potrebbe forse aprire uno squarcio sulle vicende della Seconda guerra mondiale e sulla posizione assunta da Pio XII. Papa Pacelli sapeva dei campi di concentramento e dello sterminio di massa degli ebrei. Eppure la storia dice che non si pronunciò pubblicamente, non prese una posizione di condanna. Timore per i sacerdoti e i milioni di cattolici? Oppure prudenza per un Papa che comunque ha agito nell’ombra per gli ebrei? O paura dell’avanzare dell’ateismo sfrenato del comunismo?

    Domande destinate, forse, a restare senza risposta. A «Strada Regina» in onda il 14 ottobre su RSILa1 alle 18.35 parla in esclusiva la senatrice italiana Liliana Segre, una tra i più anziani testimoni dell’orrore dei campi di concentramento nazisti. Una conversazione intima e profonda, commovente. Liliana Segre narra tratti inediti e di fortissimo impatto. Una conversazione da interpretarsi come "personale" esperienza della Segre, fuori da ogni possibile giudizio storico, compito questo di chi si occupa scientificamente della vicenda.

    Per la prima volta l’anziana senatrice italiana racconta quindi di una udienza privata con Pio XII, del suo ricordo, come fosse oggi, degli occhi tormentati del Papa che associa a quelli di un grande artista italiano. E poi la richiesta di una giovane Segre quindicenne appena sopravvissuta ad Auschwitz, che il Papa si informi sul destino di suo padre: richiesta che arriva ad un nulla di fatto. «A chi resta in silenzio per meditare nelle chiese, nei templi, preferisco chi grida nel deserto, senza che alcuno lo ascolti». Aggiunge, dal suo punto di vista e con fermezza Liliana Segre parlando di quel muro di indifferenza che ha sperimentato nella sua vicenda, una indifferenza che per lei è colpa più grave della violenza, perché la violenza viene processata e i colpevoli puniti ma «chi è stato indifferente ha voltato lo sguardo e ha continuato la sua vita». Tutto questo ovviamente va contestualizzato con un grande rispetto per l'esperienza personale della Segre di tanti altri nei campi e l’immenso e delicato compito di un Papa davanti al mondo intero in uno dei più drammatici momenti dell’umanità che solo gli storici e la storia potrà valutare, dove l’equilibrio tra la denuncia pubblica mancata e il lavoro nel nascondimento per la pace mondiale e la salvezza di migliaia di vite umana era fragilissimo e drammatico avendo a che fare con Hitler.

    A Strada Regina, il 14 ottobre alle 18,35 su RSI LA1. (Il servizio era previsto per il 7 ottobre ma a causa di un disguido in RSI è stato mandato in onda un altro reportage dedicato agli abusi).
    Su La1 il 6 ottobre al tg un intervento di contestualizzazione della testimonianza di Liliana Segre.
    (red)

    Leggi anche: a Roma un convegno su Pio XII e i documenti trovati negli archivi vaticani

    Leggi anche: Pio XII sapeva dei campi, avvisò il governo americano che non gli credette e contemporaneamente salvò migliaia di ebrei

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