Verrà inaugurata giovedì 9 luglio (ore 18), l’opera effimera di Elia Varini, concepita nel quadro di Arte Urbana Lugano (AUL) al LongLake di Lugano: una installazione che si configura come un parallelepipedo attraversabile a grandezza naturale (3,5 × 3,5 metri); uno spazio rosso in cui il pubblico può entrare e sostare. La struttura è composta da settanta metri di rete rossa disposti attorno a settantanove pali di abete, che definiscono un quadrato aperto verso l’alto e accessibile attraverso un’apertura laterale.
La ricerca artistica del giovane artista luganese, classe ‘95, si sviluppa attorno alla costruzione di strutture spaziali essenziali e modulari, che definiscono perimetri attraversabili più che volumi chiusi. Attraverso interventi che mettono in relazione corpo, spazio, luce e colore, il suo lavoro indaga una dimensione introspettiva generata dall’essenzialità formale. A strutture geometriche e rigorose si affiancano materiali grezzi e imperfetti, che introducono una dimensione sensibile e tattile. «È un’opera che invita a un’esperienza fisica e sensoriale – spiega l’artista – : i visitatori potranno attraversare lo spazio, sostare al suo interno o osservarlo dall’esterno, sperimentando direttamente gli effetti del colore, della luce, delle ombre e delle stratificazioni visive create dalla rete rossa». Per Varini, l’opera non racconta una storia né veicola un significato simbolico preciso: «Non c’è un significato dietro le mie opere», spiega. «Il mio lavoro è uno studio continuo della forma in relazione al colore, allo spazio e allo spettatore».
Il suo percorso artistico è iniziato con la pittura murale, per poi svilupparsi sulla tela e successivamente approdare alle installazioni tridimensionali: il coinvolgimento dello spettatore rimane un elemento centrale in tutta la sua produzione. L’artista concepisce ogni lavoro come un’esperienza di relazione, in cui la presenza del corpo e la percezione sensoriale diventano parte integrante dell’opera stessa. Negli ultimi anni, Varini ha esposto in diverse città europee, tra cui Rotterdam, Zurigo e Losanna; ha inoltre partecipato recentemente alla esposizione regionale di Locarno, organizzata dall’associazione AXI.
Alla domanda su quale sia la sua idea di arte, la risposta rimane coerente con tutta la sua ricerca: l’arte non è un mezzo per trasmettere messaggi precostituiti, ma un processo di esplorazione continua. Ogni opera rappresenta una tappa di un percorso in costante evoluzione, in cui ogni nuova creazione genera scoperte che conducono naturalmente verso la successiva.
Nel contesto dinamico del LongLake, l’opera si propone come un piccolo rifugio temporaneo: uno spazio contemplativo che invita il pubblico a rallentare, fermarsi e prendere per un momento distanza dal flusso delle attività. L’opera rimarrà esposta dal 9 al 26 luglio al Parco Ciani di Lugano. Info su longlake.ch.