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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 febbraio 2026)
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  • Mostra ViviValori - La Filanda Mendrisio

    Alla «Filanda» di Mendrisio 530 ragazzi raccontano in una mostra i valori che contano

    di Laura Quadri 

    L’amore, la pazienza, l’onestà, la perseveranza ma anche la libertà e la cura del proprio «giardino» interiore e la necessità di porre in relazione, prima di ogni azione, «testa, mano e cuore». Valori che 530 ragazzi e ragazze di alcune scuole medie, elementari e speciali del Mendrisiotto e del Liceo hanno deciso, guidati dai propri docenti, di tradurre in arte, per dare vita in questi giorni negli spazi della «Filanda» a Mendrisio alla mostra «ViviValori», giunta, dopo il successo della scorsa primavera, alla sua seconda edizione. Ne abbiamo parlato con le ideatrici, le docenti Adriana Milio delle medie di Mendrisio e Patrizia Castoldi della Scuola speciale di Morbio e con la docente di religione Katia Puricelli che insegna alle medie a Mendrisio, Camignolo e Riva San Vitale e che ha collaborato al progetto.

    Un lungo percorso di riflessione

    «Il progetto è durato un anno e mezzo, la mostra nasce come idea per valorizzare il lavoro di riflessione compiuto », ci racconta una delle due ideatrici, Adriana Milio, docente di educazione visiva e arti plastiche alla Scuola media di Mendrisio. «Agli studenti che hanno aderito – quasi una trentina di classi questa volta – abbiamo chiesto di riflettere sui valori umani in particolare dopo le chiusure imposte dalla pandemia. Ogni classe ha poi seguito un suo percorso di riflessione. A miei studenti ho ad esempio proposto delle attività per capire la distinzione tra i valori materiali e quelli umani, portandoli a comprendere che ti impossessi di quest’ultimi quando, a differenza della ricchezza materiale, li vivi e li fai tuoi, come tuo stile di vita».

    Dall’ecologia alla pace

    I risultati sono stati molteplici e hanno coinvolto singoli allievi o intere classi, messisi d’accordo su quale fosse il valore più importante oggi. Anche il tema dell’ecologia è emerso con forza: «Se si vuole una scuola di valore bisogna parlare di valori. Un allievo mi ha chiesto che senso avesse riflettere sulla pace, dato che gli sembrava di non scorgerla nel mondo attuale. Gli ho risposto che se nessuno avesse pensato a questo valore, avrebbe continuato a non esistere». Nell’interazione con gli studenti, «anche come docente, ho compreso una volta di più che se si va a esplorare la loro interiorità, i ragazzi sono molto sensibili e, effettivamente, ci pensano: pensano al rispetto, alla famiglia, all’ambiente. E se sbagliano cercano di capire dove possono migliorare ».

    Lavoro di squadra e condivisione

    Una sensazione che conferma anche la collega Patricia Castoldi, co-realizzatrice del progetto e insegnante di scuola speciale a Morbio Inferiore: «Le idee per il progetto ci sono venute insieme, riflettendo su cosa fare quando nascono delle incomprensioni tra gli studenti. Per realizzarlo la mia classe di 11 allievi si è poi unita alla sua. Mentre all’inizio vi era la sensazione di interagire con classi distinte, alla fine ci siamo ritrovati a lavorare come un unico gruppo. La gestione delle emozioni, della vita quotidiana, il relazionarsi, il conoscersi, il guardarsi dentro: sono cose che ci vogliono sia per star bene singolarmente che per il benessere collettivo. È un percorso che vorrei che continuasse». La mostra prevede anche delle installazioni e dei giochi da compiere mano a mano; l’inaugurazione è avvenuta con il coinvolgimento delle famiglie: «Gli allievi stessi quando hanno visto il lavoro svolto, si sono resi conto e hanno preso coscienza di quello che sono in grado di fare. Ai visitatori cosa auguro? Che vedano quanto i nostri giovani sono in grado di esprimere quando gli viene data questa possibilità», conclude Milio.

    Con gli studenti di religione sull’importanza della «fede»

    «Siamo partiti dalla parabola evangelica dei cinque talenti ( Mt 25,14-30), chiedendo in seguito ai ragazzi di indicare, per ciascuno dei loro compagni, un talento o una virtù che riconoscevano in loro. Così che ognuno prendesse consapevolezza di avere un talento da poter coltivare». È nata in questo modo, partendo dal Vangelo, l’opera realizzata, all’interno della mostra «ViviValori- Un viaggio nei valori umani», dagli allievi di Katia Puricelli, insegnante di religione presso le Scuole medie di Mendrisio, Camignolo e Riva S. Vitale: una mano aperta, a mo’ di albero dalle radici solidamente ancorate a terra e dall’ampia chioma, circondata da quelli che i ragazzi, anche alla luce degli insegnamenti di Gesù, hanno ritenuto i valori oggi più importanti, per sé e per la società.

    «Individuato il talento, ho invitato i ragazzi a riflettere sul passo successivo, ovvero su come fosse possibile investirvi e farlo crescere lungo la vita e il loro vissuto; infine ho chiesto loro di individuare un simbolo per rappresentarlo », ci spiega la docente. Dalla vita in famiglia e in parrocchia, sono scaturiti, nella visione dei ragazzi, alcuni valori particolari. Soprattutto la fede «è un valore che non è comparso subito, ma poi è emerso. Uno spunto valido è stato partire dagli insegnamenti di Aristotele e San Tommaso e dal loro concetto di “virtù”, quella capacità di vivere e agire che educa l’uomo ad assumere abitudini positive e a possedere quindi la disposizione a compiere il bene. Questo ha aiutato gli allievi a capire che ci vogliono oggi più che mai persone, anche giovani, che si mettono in cammino e che testimonino la bellezza dell’essere cristiani. Avere fede nel contesto attuale, credo, sia una scelta non facile ma che di fatto, anche per i nostri ragazzi, aiuta a orientarsi. L’insegnamento e il contatto con i ragazzi nelle classi, e con le loro esperienze, lo dimostra».

    Orari di visita

    La mostra, aperta fino al 18 febbraio, è visitabile negli orari di apertura della «Filanda», ogni giorno dalle ore 9 alle ore 21.

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