di Laura Quadri
“La cucina del Risorto” (2025, seconda ed.), è solo uno dei tanti successi editoriali dell’arcivescovo Giovanni Pagazzi. Archivista e Bibliotecario della Santa Sede e, dal 2022 al 2025, Segretario per il Dicastero pontificio della Cultura e dell’Educazione, Pagazzi è ospite, oggi, venerdì 30 gennaio, dell’Istituto Elvetico di Lugano per celebrare assieme a studenti e docenti la festa di S. Giovanni Bosco e presiedere, alle ore 9, una S. Messa con tutta la comunità educativa.
L’educazione in chiave cristiana
«Pensare a don Bosco è pensare, anzitutto, alla necessità dell’educazione. L’educazione è una forma di stima: educhiamo qualcuno perché fondamentalmente crediamo nelle sue capacità, quindi è questa fondamentale fiducia verso la generazione che prenderà il nostro posto», sottolinea mons. Pagazzi.
Il corpo, scuola di vita
Da queste intuizioni che si ispirano alla pedagogia salesiana di San Giovanni Bosco, nascono molte delle belle pubblicazioni di mons. Pagazzi, in tutto quasi una ventina: «Nei miei libri ho molti messaggi per i giovani. Chiedo loro, ad esempio, di apprezzare e di mettersi all’ascolto del primo gesto che Dio ha posto nei nostri confronti: darci la vita. Il corpo è un grandissimo “ambiente” educativo. Ci pone infatti delle norme severissime, che sono per la nostra vita: dormire, mangiare, bere, camminare. Sono parole del Creatore dette in carne e sangue. La norma, la regola è qui alleata della vita. Il corpo è in questo senso molto potente: da subito, ci educa».
Giocare e giocarsi la vita
Un altro soggetto scelto per una recente pubblicazione concerne la maternità («Madri», EDB, 2020), altra occasione per affrontare il tema dell’educazione: «Ci sono nei gesti umani di tutti i giorni una densità evangelica e rivelativa strepitosa. La madre, che per prima saluta il neonato, è la custode del “tu puoi”: la prima che ci parla anche se noi non riusciamo a corrisponderla. Tuttavia la sua stima non ci inibisce, ma lascia anche spazi di espressione e libertà. Il bambino che ha sentito questa fiducia si mette a fare un gesto grandioso: giocare, allenamento primo di giocarsi la vita e mettersi in gioco». Da qui una constatazione: «Il Vangelo è racconto di gesti quotidiani: l’angelo che sceglie di presentarsi a Maria salutandola, il Risorto che raggiunge i discepoli che lo avevano abbandonato, porta loro la pace e li saluta, shalom. Dunque, non dimentichiamoci del valore del quotidiano, anche in un’ottica educativa».
Pagazzi, infine, rievoca l’importante Lettera apostolica di Leone XIV sull’educazione, «Disegnare mappe di speranza», del 27 ottobre 2025: «Il Papa coglie nel segno quando definisce l’educazione un compito di amore. Educare è infatti non far sentire l’altro abbandonato, trasmettergli la nostra stima e fiducia. Ma bisogna anche saper suscitare delle domande e il senso di una mancanza, tale da mettere in moto il desiderio del giovane di avanzare nel suo percorso. Educare non è mai solo riempire, saturare, così come l’amore stesso non dovrebbe esserlo: piuttosto deve poter mettere in moto».
Per il programma completo dei festeggiamenti: Istituto Elvetico Salesiani Don Bosco - Lugano (CH). Porte aperte all’Istituto il 7.2 per la Scuola Media; il 28.2 per il Liceo. Info: istitutoelvetico.ch.