Papa Leone XIV è entrato il 14 marzo nel palazzo Apostolico, come ha confermato lo stesso 14 marzo l’addetto stampa della Santa Sede. Una sistemazione particolare quella scelta da Leone, che arrica,dopp mesi di ristrutturazione dei locali dove si è trasferito.
Se nello studio (quello da cui si affaccia per la preghiera con i fedeli riuniti nella sottostante Piazza San Pietro) i lavori erano stati completati da diverso tempo e il Papa ha ripreso a lavorare lì, durante il giorno, grande attenzione mediatica è dedicata alla “novità” di Robert Prevost, cioè la mansarda. Il piano è infatti poco visibile dall’esterno, e ha appena qualche finestrella che spunta sopra le cornici delle finestre – queste note e molto più grosse – del palazzo. È una mansarda, ma in Vaticano li chiamano “soffittoni”.
Finora il Papa aveva abitato nel Palazzo del Sant’Uffizio, dove risiedeva quando era prefetto del Dicastero per i Vescovi. L’appartamento pontificio, ora ristrutturato, è situato nella Terza Loggia del Palazzo Apostolico. È composto di vari spazi, tra cui lo studio privato, da cui il Papa si affaccia per l'Angelus in Piazza San Pietro, la Biblioteca e una piccola cappella.
Francesco scelse di rimanere a Casa Santa Marta, diviso e in comunità con decine di vescovi, sacerdoti, fedeli e alle volte anche laici di passaggio. Per molti, la sua scelta – fuori da ogni tradizione – fu un trauma e la speranza di alcuni era quella di un ritorno alla tradizione. La volontà di Prevost è però dettata da più fattori. Oltre al lato caratteriale e al suo definito “pragmatismo americano” ci sarebbe anche la sua routine sportiva. Nel sottotetto, Leone avrà a disposizione una palestra – c’è da dire piuttosto ampia – che si affaccia sullo Ior. La camera da letto sarà da un altro lato, ma non affaccerà su San Pietro anche per motivi di sicurezza.
Fonte: agenzie/red