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Leone XIV pubblica due messaggi: poveri e anziani accomunati dalla marginalità

In due giorni, il Vaticano ha diffuso i testi di Papa Leone XIV per la Giornata dei Poveri e per quella dei Nonni e degli Anziani. Appuntamenti lontani nel calendario, ma uniti da un filo sottile: la riscoperta della prossimità.

Il 14 e il 15 giugno 2026, a ventiquattr'ore di distanza, la Sala Stampa vaticana ha pubblicato due messaggi di Leone XIV destinati ad altrettante giornate mondiali in calendario nei prossimi mesi. La prima è la X Giornata Mondiale dei Poveri, prevista per il 15 novembre; la seconda è la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che si celebrerà il 26 luglio. Apparentemente lontane nel tempo, le due ricorrenze parlano questa volta di categorie di persone accomunate da una sorte spesso simile: l'invisibilità.

«Il Signore è il rifugio del povero»

Il messaggio per la Giornata dei Poveri porta la data del 13 giugno, memoria di Sant'Antonio di Padova, e la scelta non è casuale. Il Pontefice ha voluto firmare il testo proprio quel giorno — il santo francescano è da secoli il patrono dei poveri per eccellenza — lasciando che la data stessa diventasse parte del messaggio. Il titolo è tratto dal Salmo 14: «Il Signore è il rifugio del povero».

Al centro del testo c'è una denuncia concreta. Leone XIV scrive che «il grido di giustizia dei poveri oggi viene spento con molteplici tecniche, sempre più subdole, fino a rendere afono ogni loro sforzo di fare udire le proprie richieste». E precisa che «l'ambiente digitale radicalizza il pregiudizio nei loro riguardi e accresce la cortina di indifferenza che circonda le loro cause». Non è una generica critica alla modernità: è una osservazione su come certi meccanismi del web amplifichino il pregiudizio invece di contrastarlo.

I poveri di oggi, scrive il Papa, sono «i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane». La povertà materiale non basta a descriverli. C'è anche una povertà di riconoscimento. E la Chiesa, per Leone, deve farsi carico di entrambe le dimensioni: «è chiamata ad essere povera e rifugio per i poveri».

Il tono si fa a tratti quasi interrogativo. Il Pontefice consegna ai fedeli un esame di coscienza in forma di domande: «Siamo segno di un Dio che è rifugio per i poveri? Arriviamo là dove si trovano i poveri, sperimentando la loro marginalità? Ne ascoltiamo i pensieri e ne condividiamo le attese?». Non sono domande retoriche ma un invito alla conversione.

Nel testo trova spazio anche il ricordo di Francesco d'Assisi, nell'anno dell'ottavo centenario della sua morte. Il Poverello, giunto a Roma pellegrino alla tomba di Pietro, «fu colto da compassione per i mendicanti. Per comprendere e sperimentare la loro sofferenza, si tolse i propri abiti e li scambiò coi vestiti stracciati di uno di loro, sedendosi a chiedere l'elemosina e trascorrendo l'intera giornata in mezzo ai poveri con gioia di spirito». Un gesto che, osserva Leone, resta un modello tutt'altro che consegnato al passato.

LEGGI IL MESSAGGIO INTEGRALE DI LEONE XIV PER LA GIORNATA DEI POVERI

«Io invece non ti dimenticherò mai»

Il giorno dopo, 15 giugno, è arrivato il messaggio per la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, che si terrà domenica 26 luglio — la quarta domenica del mese, come da tradizione istituita da Papa Francesco nel 2021 — nella festa dei Santi Gioacchino e Anna.

Il titolo scelto da Leone XIV viene dal profeta Isaia: «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is 49,15). Una promessa divina che il Papa mette al servizio di chi vive «la dolorosa sensazione di essere dimenticati», sentimento che, scrive, «accomuna purtroppo molte persone, e tra queste non poche sono anziane».

Il nodo del messaggio è la tensione tra connessione e solitudine. «In un'epoca che tende a velocizzare e frammentare», scrive il Pontefice, «la carne umana continua a chiedere di essere curata e riconosciuta da mani capaci di tenerezza, da menti attente e da parole buone». E ancora: «La cultura digitale moltiplica le connessioni e offre nuove possibilità di incontro; tuttavia, il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità».

È questa prossimità — fisica, affettiva — che Leone XIV chiede esplicitamente ai giovani: visitare i nonni, gli anziani della famiglia, «e anche coloro che non ricevono alcuna visita». Un gesto semplice nella sua concretezza, che il Pontefice trasforma in atto ecclesiale. «Fate in modo che le parole del profeta "Io invece non ti dimenticherò mai" prendano la forma di un tenero e affettuoso incontro».

LEGGI QUI IL MESSAGGIO INTEGRALE DI LEONE XIV PER LA GIORNATA DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

La stessa urgenza, due volti diversi

Poveri e anziani: categorie diverse, marginalità spesso simili. In entrambi i messaggi Leone XIV parte da uno stesso paradosso contemporaneo — la moltiplicazione delle connessioni digitali che accompagna un aumento dell'isolamento reale — per indicare una risposta che non è istituzionale ma relazionale. Non un programma, ma una presenza. Non una struttura, ma uno sguardo.

Il problema, in entrambi i testi, non è la scarsità di risorse: è la mancanza di riconoscimento. E la risposta è identica: farsi vicini, ascoltare, andare là dove si trovano le persone fragili invece di aspettare che vengano da noi. Due messaggi scritti a distanza di un giorno, come se il Vaticano avesse voluto ricordarci che si tratta, in fondo, della stessa cosa.

fonte: agenzie/catt.ch

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