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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 gennaio 2026)
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  • Foto di archivio

    Assunta, il Papa all'Angelus: "Maria, sorella di tutti, anche quando il cammino è stancante". Gaza situazione "gravissima"

    “Non dobbiamo immaginare Maria come una statua immobile di cera, ma in Lei possiamo vedere una sorella… con i sandali logori… e con tanta stanchezza, per il fatto di aver camminato dietro al Signore e incontro ai fratelli, concludendo poi il suo viaggio nella gloria del Cielo”. Papa Francesco all’Angelus di oggi, nella solennità dell'Assunzione, descrive con queste parole il solco tracciato dalla Vergine Santa, “colei che ci precede". La Beata Vergine ci precede nel cammino "ricordando a tutti noi che anche la nostra vita è un viaggio", spiega il Pontefice. Un viaggio continuo verso "l'orizzonte dell'incontro definitivo". Francesco esorta quindi a pregare perché la Madonna "ci aiuti ad andare in questo viaggio verso l'incontro con il Signore".

    Maria è sempre in cammino alla sequela di Gesù

    Nel Vangelo della Liturgia di oggi, Solennità dell’Assunzione della Vergine Maria, si contempla “la giovane fanciulla di Nazareth che, appena ricevuto l’annuncio dell’Angelo, si mette in viaggio per andare a trovare sua cugina”. Il Papa affianca a questa scena la “bella espressione del Vangelo”: si mise in viaggio.

    Significa che Maria non considera un privilegio la notizia che ha ricevuto dall’Angelo ma, al contrario, esce di casa e si mette in cammino, con la fretta di chi desidera annunciare quella gioia agli altri e con la premura di mettersi al servizio della cugina. Questo primo viaggio, in realtà, è una metafora di tutta la sua vita, perché da quel momento Maria sarà sempre in cammino: sempre sarà in cammino alla sequela di Gesù, come una discepola del Regno.

    E, alla fine, il pellegrinaggio terreno di Maria - afferma Francesco - "si conclude con l’Assunzione al Cielo dove, insieme a Suo Figlio, gode per sempre la gioia della vita eterna".

    Dopo la preghiera mariana il Papa lancia un appello per "la gravissima situazione umanitaria" nella Striscia.

    Il Papa si rivolge all’Angelus, rilanciando ancora una volta un appello vigoroso per la pace, la tregua, i negoziati, lo stop alle brutalità.

    Penso in particolare alla martoriata Ucraina, al Medio Oriente, Palestina, Israele, al Sudan e al Myanmar. Ottenga la nostra Madre Celeste per tutti consolazione e un futuro di serenità e concordia.

    A Gaza situazione umanitaria gravissima

    In particolare il Papa condivide con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro sotto la calura estiva la preoccupazione per “la gravissima situazione umanitaria a Gaza”. Proprio nelle scorse ore Hamas ha diffuso l’informazione che in dieci mesi di guerra, cioè dal 7 ottobre, giorno di inizio dei bombardamenti nella Striscia in risposta al massacro di Hamas in Israele, si è superata la soglia dei 40 mila morti.

    Chiedo ancora una volta che si cessi il fuoco su tutti i fronti che si liberino gli ostaggi, che si aiuti la popolazione stremata

    Vie del negoziato

    Mentre sono in corso i colloqui a Doha, in Qatar, per una possibile tregua a Gaza, Francesco - come già nei suoi appelli pubblici dei giorni scorsi - torna a implorare di non far diventare l’intero Medio Oriente una polveriera, ampliando i confini del conflitto. Da giorni si attende infatti il possibile attacco dell’Iran a Israele, in risposta all’uccisione a Teheran del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh. "Il conflitto non si allarghi", scandisce il Vescovo di Roma.

    Incoraggio tutti a compiere ogni sforzo perché il conflitto non si allarghi e a percorrere le vie del negoziato affinché questa tragedia finisca presto.

    Una sconfitta

    “Non dimentichiamo – aggiunge infine il Pontefice a braccio - la guerra è una sconfitta”. Sempre, per tutti.

    vaticannews/red

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